Notizie Valute e materie prime Cina: l’internazionalizzazione del Renminbi riguadagna slancio? Situazione attuale e prospettive (analisti)  

Cina: l’internazionalizzazione del Renminbi riguadagna slancio? Situazione attuale e prospettive (analisti)  

Solo qualche tempo fa gli esperti definivano il processo di internazionalizzazione della valuta cinese (yuan o Renminbi) come “inarrestabile”. A distanza di qualche anno la situazione è differente, con il processo di globalizzazione del Renminbi che ha rallentato la sua corsa durante il 2016. Ma Helen Wong, Chief Executive, Greater China, The Hong Kong and Shanghai Banking Corporation Limited, continua ad avere una view positiva, sostenuta dal fatto che, a suo avviso, la Cina porta avanti il miglioramento della sua struttura finanziaria in modo da poter incrementare l’uso della valuta a livello globale. Helen Wong intervistata da Borse.it parla dello scenario attuale, ma anche dei fattori che potrebbero sostenere la globalizzazione della valuta cinese che sta riguadagnando slancio.

Processo di internazionalizzazione del renminbi rallenta nel 2016

L’uso transfrontaliero della valuta cinese ha registrato una forte contrazione nel 2016. Secondo lo SWIFT, un network utilizzato dalle banche di tutto il mondo per il trasferimento di denaro, il valore dei pagamenti internazionali in renminbi è diminuito di quasi il 30%, facendo sì che la moneta si classificasse settima tra le valute di pagamento più attive (all’inizio del 2016 occupava la quinta posizione). Anche per i depositi offshore di Renminbi la situazione è più o meno la stessa. Dall’inizio del 2015, la quantità di depositi in renminbi presenti al di fuori del territorio cinese è diminuita. Un calo dell’uso e dei depositi della valuta cinese connesso principalmente ai timori di un rallentamento dell’economia cinese, al deprezzamento del renminbi e alle sempre più aspre norme sui flussi internazionali di capitali.

Fattori a sostegno del nuovo slancio

“Nonostante questo scenario – afferma Helen Wong – la Cina ha continuato con l’internazionalizzazione della valuta, ampliando il range di asset domestici che gli investitori internazionali possono comprare e vendere, tra cui il mercato azionario cinese“. Lo Shenzhen-Hong Kong Stock Connect, annunciato lo scorso agosto e lanciato nel giro di quattro mesi, permette agli investitori internazionali di scambiare i titoli delle società più piccole, quelle più a base imprenditoriale, la cui crescita rappresenta una componente critica delle riforme economiche cinesi. Tramite Hong Kong, gli investitori di tutto il mondo hanno oggi accesso diretto alle azioni delle compagnie quotate in Cina.

C’è poi il mercato obbligazionario cinese. In particolare, il mese scorso Pechino ha annunciato la creazione di un Bond Connect, un trading link che connetterà il mercato obbligazionario cinese con il resto del mondo. “Il lancio formale di questa nuova rivoluzione nello sviluppo del mercato obbligazionario cinese sarà probabilmente una pietra miliare nell’apertura del mercato dei capitali cinese”, spiega l’esperta ponendo l’accento sul fatto che il mercato obbligazionario cinese è il terzo più grande a livello mondiale, ma la partecipazione internazionale è limitata: gli investitori internazionali possiedono meno del 2% del mercato dei titoli di stato cinesi, contro il 10% in Giappone, oltre il 25% nel Regno Unito e quasi il 50% negli Stati Uniti. Proprio la graduale apertura del mercato obbligazionario cinese potrebbe offrire abbondanti opportunità per gli emittenti, gli investitori e tutti i vari intermediari.

Secondo Wong la strategia improntata sulle tre connessioni, ovvero il Bond Connect, lo Shenzhen Connect e il Shanghai Connect lanciato nel 2014, non ha solo reso possibile l’inclusione dei bond e dei titoli cinesi all’interno degli indici internazionali (il 20 giugno 2017, l’MSCI ha annunciato l’inclusione delle A shares nell’indice Emerging Markets), ma ha anche testimoniato il fatto che l’internazionalizzazione del renminbi sia una strategia di medio-lungo temine, visione già più volte ripetuta a marzo dalla People’s Bank of China.

E infine tra i catalizzatori anche la Belt and Road Initiative (BRI). Col passare del tempo le iniziative della Nuova Via della Seta potrebbe contribuire ad incrementare l’uso dei renminbi sia come valuta commerciale sia come valuta di finanziamento.