Notizie Dati Macroeconomici Cina: bilancia commerciale migliora per il quinto mese consecutivo, ma gli scambi rallentano

Cina: bilancia commerciale migliora per il quinto mese consecutivo, ma gli scambi rallentano

Cina

La Cina ha visto i suoi scambi commerciali crescere ancora ma a un ritmo più lento, sollevando dubbi sulla domanda interna del gigante asiatico. Secondo i dati diffusi oggi, le esportazioni sono aumentate a luglio del 7,2% rispetto all’anno prima, dopo un +11,3% registrato a giugno. Sebbene si tratti del quinto mese consecutivo di progressi, gli analisti si aspettavano un aumento più marcato dell’export cinese pari all’11 per cento. Anche le importazioni della seconda economia mondiale hanno rallentato, registrando un aumento dell’11% a luglio, ben al di sotto del +17,2% evidenziato a giugno e del +18% atteso dal mercato secondo il consensus Bloomberg.

La bilancia commerciale della Cina ha evidenziato così a luglio un surplus di 46,7 miliardi di dollari, in miglioramento rispetto ai 42,76 miliardi del mese precedente e, questa volta, sopra le attese degli analisti ferme a 45 miliardi. L’avanzo commerciale nei confronti degli Stati Uniti, prima economia mondiale, è sceso a 22 miliardi di dollari contro i 24,5 miliardi di un anno prima.

Anche la Germania delude  le attese con scambi commerciali in calo
A deludere le attese sugli scambi commerciali anche la Germania, prima economia dell’Eurozona. A giugno la sua bilancia commerciale ha registrato un surplus di 22,3 miliardi di euro, in leggero aumento rispetto ai 22 miliardi del mese precedente, ma sotto le attese degli analisti che si aspettavano un surplus di 23 miliardi. Le esportazioni sono scese del 2,8% rispetto a maggio, contro un +0,2% atteso dal mercato, e le importazioni sono diminuite del 4,5% (consensus +0,2%), gettando dubbi sulla tenuta della ripresa economica. Diversi infatti i rischi che potrebbero pesare sugli scambi commerciali non solo della Germania, ma anche dell’intera Eurozona: a cominciare dalla politica protezionistica degli Stati Uniti, alla Brexit fino al recente rafforzamento dell’euro nei confronti del dollaro. “E’ un timpore esagerato”, rassicura Carsten Brzeski, chief economist di Ing, secondo cui l’attuale ciclo positivo continuerà per il resto dell’anno.