Notizie Notizie Italia Buyback UniCredit, arriva ok assemblea a seconda tranche. Orcel pronto a premiare azionisti con più utili e dividendi

Buyback UniCredit, arriva ok assemblea a seconda tranche. Orcel pronto a premiare azionisti con più utili e dividendi

UniCredit di Andrea Orcel è pronta a premiare i suoi azionisti con un programma di buyback che, come ha spiegato il ceo di Piazza Gae Aulenti, è volto ad aumentare i dividendi e gli utili.

La banca italiana ha raggiunto oggi una nuova pietra miliare, incassando l’approvazione dell’assemblea degli azionisti alla seconda tranche da 1 miliardo del buyback da 2,6 miliardi complessivi.

Ha votato a favore della delibera il 99,3361% del capitale presente in assemblea, pari al 63,99% del capitale totale.

Nel rispondere alla domanda di un azionista, Orcel ha spiegato la dinamica che sottosta al piano di buyback e che ne definisce gli obiettivi: più che buona la reazione del titolo UniCredit, che in Borsa sul Ftse Mib ha messo a segno un rally verso quota 11 euro.

UniCredit regina di Borsa tra le banche italiane degli ultimi sei mesi, nonostante l’apparente ostinazione di Andrea Orcel a non ritirarsi dalla Russia (anche se va avanti il taglio dell’esposizione verso il paese di Vladimir Putin in guerra contro l’Ucraina).

Le quotazioni di UniCredit hanno guadagnato negli ultimi sei mesi il 14,3% rispetto a +12% Bper, +7,4% Banco BPM e -3,8% Intesa SanPaolo.

UniCredit incassa ok assemblea a piano buyback

Il programma di riacquisto di azioni proprie, ha puntualizzato oggi l’amministratore delegato di UniCredit Andrea Orcel, “è stato definito e approvato con l’obiettivo di portare all’acquisto e all’annullamento delle azioni.

Di fatto, “l’annullamento comporta una diminuzione delle azioni sul mercato, in questo caso di circa il 7% del capitale, il che vuol dire a sua volta che all’effettuazione dell’operazione, di queste due tranche di buyback, il numero delle azioni sul mercato scenderebbe dell’11-12% . Cosa che tra utili e dividendi porterà gli azionisti a ricevere questa cifra dell’11-12% in più rispetto all’attuale, cosa che dovrebbe portare all’apprezzamento degli investitori sul programma”.

Nel corso dell’assemblea degli azionisti di UniCredit, Orcel ha spiegato che “l’approvazione (degli azionisti) è necessaria per consentire di completare il programma di riacquisto azioni proprie 2021 per la parte rimanente, pari a 1 miliardo di euro, in quanto l’ammontare delle azioni per le quali l’assemblea degli azionisti dell’8 aprile 2022 ha autorizzato l’acquisto non è sufficiente, considerando l’evoluzione del prezzo delle azioni Unicredit dovuta al contesto macroeconomico e geopolitico”.

Abbiamo fondamenta finanziarie e strategiche molto solide”, ha rassicurato il ceo, sottolineando che “il completamento positivo dei programmi di distribuzione agli azionisti del 2021 rappresenta un ulteriore passo verso la realizzazione della nostra strategia UniCredit Unlocked e delle nostre ambizioni finanziarie, generando forti rendimenti e creazione di valore per gli azionisti”.

Andrea Orcel ha snocciolato numeri concreti, rivolgendosi agli azionisti, che hanno avallato la fiducia nelle potenzialità di UniCredit.

Permettetemi di ricordarvi – ha sottolineao l’AD – che nel corso di quest’anno il nostro slancio commerciale e i progressi che stiamo compiendo nell’esecuzione della nostra strategia UniCredit Unlocked ci hanno permesso di ottenere nel primo semestre i migliori risultati degli ultimi dieci anni almeno, con una crescita redditizia in tutte le nostre divisioni, di completare la prima tranche 2021 di riacquisto azioni proprie per 1,6 miliardi, accantonare 0,9 miliardi di dividendi sui nostri risultati del primo semestre 2022 e di aumentare il nostro Cet1 ratio al 15,7% al secondo trimestre 2022, tra i migliori del settore”.

UniCredit, Padoan: sarà banca del futuro Europa

La solidità dei conti di Piazza Gae Aulenti è stata messa in evidenza anche dal presidente di UniCredit, l’ex ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan: Padoan ha commentato i conti del primo semestre di UniCredit, non facendo mistero della sua grande soddisfazione per i risultati raggiunti:

“La realizzazione di UniCredit Unlocked ci ha portato a conseguire i risultati semestrali migliori degli ultimi dieci anni: tutte le aree geografiche hanno raggiunto risultati record e superiori agli obiettivi del piano. Questo ci ha permesso di confermare la remunerazione dei nostri azionisti e il completamento del programma di riacquisto di azioni proprie, deciso lo scorso aprile e ora autorizzato dall’Autorità di Vigilanza, motivo per cui siamo qui oggi”.

Il presidente Padoan ha aggiunto di ritenere che “tutto questo sia una solida prova del fatto che UniCredit Unlocked stia funzionando”, rimarcando l’obiettivo che la banca si è posta di raggiungere: “rendere UniCredit la banca del futuro dell’Europa”.

D’altronde, “il team manageriale di UniCredit sta lavorando duramente per conseguire questi risultati, agendo in modo rapido ed efficace, tenendo sempre a mente i nostri clienti e i loro obiettivi”. 

Il presidente di UniCredit non ha mancato di elogiare l’ad Andrea Orcel, dopo il passaggio della guida di UniCredit Italy da Niccolò Ubertalli allo stesso ceo, comunicato dall’istituto settimane fa:

“Il riposizionamento delle nostre attività italiane sotto la guida diretta dell’Amministratore Delegato (Andrea Orcel) e del Deputy Head of Italy” è un “esempio di come stiamo fornendo alle aree in cui siamo presenti ciò di cui hanno bisogno. Questa strategia sta già iniziando a produrre risultati tangibili”, ha detto l’ex ministro.

Italia, Padoan: oltre incognite incertezza politica

Padoan ha fatto riferimento anche alla profonda crisi che l’Europa sta vivendo, a causa delle conseguenze del conflitto tra la Russia e l’Ucraina.

L’ex titolare del Tesoro ha fatto un paragone con la crisi precedente, quella della pandemia Covid:

“Sebbene la pandemia Covid sia stata lunga e abbia avuto impatti rilevanti, considerando anche le conseguenze della crisi russo-ucraina ciò che ci troviamo ad affrontare oggi in Europa è probabilmente ancora più impegnativo poiché riguarda questioni strutturali e di lungo periodo che devono essere affrontate“.

Padoan ha fatto notare che “sia le aziende che i singoli cittadini stanno già subendo l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, in uno scenario in cui il costo della vita continua a crescere”.

Di conseguenza, “le economie di tutta Europa si trovano ad affrontare sfide alle quali i governi e le autorità di regolamentazione devono rispondere”. L’ex ministro del Tesoro ha sottolineato che, nel caso specifico dell’Italia, “l’incertezza politica (riferita alle imminenti #elezionipolitiche22) si aggiunge alle incognite del futuro”.

Padoan ha mostrato in ogni caso fiducia nella solidità di UniCredit:

Come banca, non permetteremo ad eventi fuori dal nostro controllo di distrarci dal nostro obiettivo: sostenere al meglio l’economia europea e tutti i suoi cittadini. A tal fine dobbiamo concentrarci sulla realizzazione del nostro piano strategico, UniCredit Unlocked, e sul rendere la nostra banca il più forte possibile per supportare l’Europa nei difficili momenti attuali e futuri”.

Grazie alla guida del nostro team manageriale – ha detto ancora Pier Carlo Padoan – stiamo procedendo con UniCredit Unlocked mantenendo le promesse fatte agli stakeholder. Ciò include le misure adottate per semplificare e ottimizzare la nostra banca, il nostro continuo impegno verso le priorità Esg e la nostra volontà di mettere i clienti al centro di tutto ciò che facciamo fornendo, attraverso iniziative su misura, un sostegno tangibile a coloro che si trovano in difficoltà a causa dell’attuale contesto. In Italia, in particolare, stiamo continuando a supportare l’implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (il PNRR di Draghi), che costituisce un pilastro essenziale per la crescita del Paese”.

UniCredit e il fattore Russia

Tornando alla Russia e all’esposizione di UniCredit verso il paese, era stato lo stesso Andrea Orcel a sottolineare, in occasione della presentazione dei conti della banca, che “la Russia non è più una preoccupazione per i risultati del gruppo”.

Ovvero:

“Stiamo riducendo la nostra esposizione così come ci siamo impegnati, il nostro business in Russia è funzionale e dal punto di vista economico, finanziario e di capitale l’impatto della Russia sui conti non è una più una preoccupazione per noi – spiega Orcel – Siamo impegnati a ridurre gradualmente la nostra esposizione: l’abbiamo ridotta di 2,7 miliardi e continueremo a farlo modo ordinato e razionale. Non abbiamo cambiato la nostra posizione in proposito”.

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