Notizie Notizie Mondo Bond emergenti, rischi all’orizzonte

Bond emergenti, rischi all’orizzonte

È fuga dal comparto obbligazionario dei Paesi emergenti, secondo i dati rilevati su uno dei principali ETF su bond emergenti in hard currency negoziato negli Stati Uniti. Ieri è stato il quarto giorno consecutivo di deflussi che hanno colpito l’ETF IShares JPM Emerging Markets Bond (EMB), “di questo passo il record settimanale e mensile è alla portata”, ha commentato l’Ufficio Studi di Mps Capital service questa mattina.

 

Il tallone di Achille: dipendenza dal dollaro Usa

Il tallone di Achille degli asset emergenti? La forte dipendenza dal dollaro Us e la sua liquidità. Secondo Craig Botham, economista esperto di mercati emergenti di Schroders, gli emergenti “potrebbero soffrire gli atteggiamenti delle principali banche centrali mondiali, Fed su tutte, impegnate nel riportare le attuali politiche monetarie non convenzionali alla normalizzazione”.

Il rischio è che “se la liquidità globale dovesse diminuire gli emergenti saranno più di altri vulnerabili ad un deflusso di capitali, data la forte dipendenza dai finanziamenti esteri di breve termine”, specifica Botham.

“I miglioramenti negli ultimi anni sono stati notevoli – sostiene Botham– tuttavia potrebbe ripresentarsi la situazione di taper tantrum già sperimentata nel 2013 con Ben Bernanke alla guida della Fed”, quando cioè la forte crescita del credito causò una brusca vendita degli asset emergenti.

Se la liquidità globale dovesse diminuire “le banche centrali degli emergenti potrebbero essere obbligate a irrigidire la politica monetaria per difendersi dall’impatto inflazionario dei movimenti dei cambi e per prevenire ingenti deflussi di capitale”.

 

Quali Paesi sono più a rischio?

“Sulla base di questa metrica riteniamo Paesi a maggior rischio Sudafrica, Turchia, Perù, Cile, Colombia e Malesia”. A livello valutario “se i capitali dovessero tornare negli Stati Uniti con la normalizzazione dei tassi, l’impatto sul rand sudafricano, sul peso messicano e sul won coreano dovrebbe essere maggiore che sul renminbi, sulla rupia e sul rublo”.

Secondo Botham i Paesi emergenti di Europa ed Asia sembrano i meno vulnerabili, in quanto protetti da livelli inferiori di debito e inflazione, e da tassi di interesse reali più elevati.