Notizie Notizie Italia Banca Carige: stop in Borsa fino a quando quadro non sarà più chiaro, è corsa contro il tempo per l’aumento

Banca Carige: stop in Borsa fino a quando quadro non sarà più chiaro, è corsa contro il tempo per l’aumento

La complicata situazione di Banca Carige, con l’aumento di capitale che rischia di non partire a causa del mancato accordo con le banche del consorzio di garanzia, ha spinto la Consob a sospendere dalle negoziazioni i tioli dell’istituto genovese fino a quanto il quadro informativo non sarà più chiaro. La decisione è dovuta all’attuale contesto informativo che “non garantisce la trasparenza, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori, in ragione dell’incertezza in merito all’operazione di aumento di capitale e alle eventuali iniziative in corso da parte della Banca e delle competenti autorità per la vigilanza prudenziale”.  

Se non si riuscirà a procedere con l’auemnto di capitale da 560 mln di euro (la Bce ha chiesto una ricapitalizzazione da 500 mln entro fine anno) il rischio è che per la banca si apra la procedura di risoluzione e la necessità di un nuovo intervento statale sulla falsariga di quanto successo per Mps e le due banche venete. 

Malacalza disposto a salire fino al 28% 
Oggi tornerà a riunirsi il top management di Carige con il ceo Paolo Fiorentino che dovrà cercare di sbrogliare la matassa e convincere le tre banche tre banche del consorzio di garanzia (Credit Suisse, Barclays e Deutsche Bank). 
Malacalza Investimenti ha confermato la sua disponibilità a sostenere Banca Carige. Il principale azionista di Banca Carige ha inoltre presentato istanza all’autorità di vigilanza per essere autorizzata a incrementare la propria partecipazione in Carige fino al 28% del capitale dall’attuale 17,6%. 

Al momento, gli impegni sottoscritti ricevuti dalla Banca ammontano all’11,75% del capitale sociale. Secondo quanto riportato da Il Messaggero tra quota dei soci forti e altre prenotazioni si arriverebbe a circa 300 milioni con quindi il consorzio che dovrebbe garantirne 200 mln (gli altri 60 mln sono infatti riservati alla conversione di bond senior posseduti da Intesa Sanpaolo, Generali e Unipol). Il quotidiano romano ritiene che entro oggi dovrebbe arrivare l’ok delle banche alla garanzia.