Notizie Azionario, bond, euro: parla Fugnoli (Kairos)

Azionario, bond, euro: parla Fugnoli (Kairos)

Inizio d’anno brillante per i mercati, con molte buone sorprese ma anche molte sfide. Così in “Al 4° piano ”, a cura di Alessandro Fugnoli – Strategist di Kairos secondo cui “il 2022, che sembrava destinato a entrare nella storia come un anno disastroso, si è chiuso come un quasi normale anno negativo e quello che verrà ricordato è piuttosto il fatto che i bond, invece di compensare il ribasso azionario, sono scesi a loro volta”.

Il 2023, dal canto suo, è partito nel modo più brillante che si potesse immaginare” aggiunge Fugnoli secondo cui “in Europa, in particolare, non va dimenticato che oltre all’azionario e ai bond si è rafforzato anche l’euro”.

Le ragioni del rialzo dei mercati secondo Fugnoli

Lo strategist di Kairos spiega le solide ragioni del rialzo.

“La più importante, naturalmente, è la discesa dell’inflazione, ampia e più veloce del previsto. La seconda ragione è la buona tenuta di gran parte degli indicatori economici, tra cui spicca il mercato del lavoro. Poi è sopraggiunta la svolta cinese sul Covid, accompagnata da misure di sostegno al settore immobiliare, da un’attenuazione dei controlli politici sul settore privato e da un’imminente ripresa dei consumi e del commercio con l’estero”.

” In Europa è poi arrivato un inverno sorprendente mite, che ha permesso una riduzione ordinata dei consumi energetici senza i temuti blackout che un clima più rigido avrebbe reso inevitabili. Il prezzo globale dell’energia, di conseguenza, ha continuato a scendere e ha dato a sua volta un contributo importante al contenimento dell’inflazione”. scrive l’esperto.

“Queste sorprese positive hanno poi trovato un mercato azionario che si stava invece preparando a entrare in una fase recessiva e che era quindi scarico e psicologicamente provato. Il posizionamento e il sentiment hanno così contribuito a un recupero che ben pochi si attendevano in queste proporzioni”.

“Il rialzo, dunque, è giustificato, ma la sua stessa velocità e intensità richiederebbero ora una pausa di consolidamento” aggiunge Fugnoli, la cui indicazione è distribuire gli acquisti lungo tutto il 2023, in attesa della ripresa ciclica dell’anno prossimo.

“Al di là degli aspetti tecnici, in ogni caso, le ragioni che invitano a una certa prudenza per la prossima fase sono anch’esse numerose. L’inflazione si è sgonfiata, certamente, ma rimane ancora visibile nei servizi e nel mercato del lavoro. Questo indurrà le banche centrali, confortate dall’andamento ancora moderatamente positivo dell’economia, a proseguire sulla linea della fermezza”.

“Detto questo, conclude lo strategist, l’indicazione non è quella di alleggerire in attesa di chissà quale ripiegamento, ma è piuttosto quella di distribuire gli acquisti in attesa della ripresa ciclica dell’anno prossimo, lungo tutto il 2023, evitando di inseguire per forza il rialzo di questo gennaio. L’anno insomma è ancora lungo e offrirà vari momenti di entrata favorevoli. Evitiamo quindi di farci ingolosire troppo da questa fase positiva e conserviamo una quota di liquidità da impiegare gradualmente nel corso dei prossimi mesi”, conclude Fugnoli.