Notizie Notizie Italia Arera: 70/80% contratti gas indicizzati al TTF, usare extraprofitti per tagliare bollette

Arera: 70/80% contratti gas indicizzati al TTF, usare extraprofitti per tagliare bollette

14 Giugno 2022 14:44

La maggior parte del gas importato è indicizzato al TTF. Il 70-80% del gas complessivamente oggetto dei contratti fa infatti riferimento a indici legati alle quotazioni di prodotti del gas scambiato su diversi hub all’ingrosso europei e nazionali (tipicamente TTF e PSV). Per la quota residua, pari al 20-30%, i contratti sono indicizzati alle quotazioni medie dei prodotti petroliferi (Brent).

 

E’ quanto emerge dall’analisi dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) in base ai contratti di approvvigionamento di gas per il mercato italiano che le sono stati inviati. L’Arera, che ha trasmesso una segnalazione a Governo e Parlamento sul “Monitoraggio dei contratti di approvvigionamento destinati all’importazione di gas in Italia”, ritiene opportuno che una parte del gettito derivante da provvedimenti fiscali a carico delle aziende del settore, sia destinato ai clienti finali che ne hanno sostenuto l’onere.

L’analisi condotta e le informazioni rese disponibili sui meccanismi di gestione del rischio da parte degli operatori, rendono evidente come il costo di approvvigionamento dall’estero del gas tenda a mantenere andamenti coerenti con il valore del gas sul mercato all’ingrosso, ma anche come l’identificazione di eventuali ‘extraprofitti’ vada affrontata considerando anche tutti i costi ed i margini che si generano lungo la filiera e che ricadono sui clienti finali. Secondo l’Arera, l’identificazione di eventuali extraprofitti va “affrontata considerando anche tutti i costi e i margini che si generano lungo la filiera e che ricadono sui clienti finali.

L’Area sottolinea che questo approccio è in linea con la Comunicazione adottata dalla Commissione Europea sui mercati energetici lo scorso 18 maggio 2022, contestualmente alla presentazione del piano RepowerEU, che prevede, tra l’altro, la possibilità per gli Stati membri di estendere, in via eccezionale e per periodi di tempo limitati, la possibilità di riallocare ricavi infra-marginali eccezionalmente elevati per sostenere i consumatori.

Le diverse tipologie di indicizzazione comportano il ricorso, da parte degli operatori, a specifici strumenti di copertura, prevalentemente di natura finanziaria, per contenere il rischio di disallineamento tra i prezzi di acquisto dei contratti pluriennali e quelli del mercato all’ingrosso a cui il gas può essere venduto.

Consumatori invocano misure contro speculazione

“Sono 12 mesi che gridiamo nel vuoto sostenendo che il prezzo del gas allo stato attuale non ha nulla a che vedere con elementi di mercato (domanda e offerta), e che ormai l’80% del prezzo è frutto unicamente della speculazione finanziaria mascherata da coperture e garanzie, su borse internazionali che non hanno la benché minima idea di come funziona l’economia reale” – spiega il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele.

“I 28,5 miliardi di euro stanziati dal Governo per contrastare il caro-energia non sono stati spesi in modo corretto, e la politica deve tornare a prevalere sul mercato e soprattutto sulla finanza – prosegue Gabriele – Per questo, anche dopo l’ennesima e tardiva prova che ha appena fornito ARERA, ci aspettiamo che il Governo italiano si attivi contro gli speculatori che stanno dissanguando l’economia e i bilanci della famiglie, dichiarando lo stato di emergenza energetica nazionale e incentivando  ogni forma di autoproduzione e autoconsumo da fonti rinnovabili di cui l’Italia è ricca e che, secondo le stime più autorevoli, in soli 3 anni potrebbero far raggiungere l’autosufficienza energetica”.