Notizie Notizie Mondo Apple: $1 trilione di capitalizzazione con iPhone X? Titolo +1200% da primo iPhone, outlook analisti

Apple: $1 trilione di capitalizzazione con iPhone X? Titolo +1200% da primo iPhone, outlook analisti

Titolo Apple in rosso, all’indomani della presentazione dei nuovi prodotti del colosso californiano, avvenuta nello Steve Jobs Theater dell’Apple Park. A deludere gli investitori, la notizia del ritardo del lancio dell’iPhone X, atteso per il 3 novembre. All’inizio della giornata di contrattazioni in Europa, i titoli dei fornitori di Apple, come AMS, IQE e Dialog, hanno perso il 2-5%, scontando la notizia.

Se è vero che il 75% delle sessioni in cui Apple ha presentato i suoi nuovi fiori all’occhiello ha visto il titolo perdere terreno, è altrettanto vero che, secondo uno studio di Reuters, le stesse quotazioni hanno guadagnato in media il 33% nell’anno successivo a ogni lancio degli iPhone, partendo dal primo smartphone che venne presentato dieci anni fa, il 9 gennaio del 2007. 

Dal report di Reuters emerge anche come la reazione del titolo sia stata piuttosto debole, in media, nel breve termine: le quotazioni sono di norma scese nel mese successivo al lancio del prodotto, o sono rimaste piatte.

Per esempio: il 9 settembre del 2015, il gigante di Cupertino lanciò l’iPhone 6S, e l’azione terminò la sessione cedendo -1,92%, a $110,15; seguì, nelle cinque sessioni successive, un rally +5,7%. Un mese dopo, tuttavia, il titolo oscillava agli stessi livelli in cui si era trovato alla data del lancio.

Un altro esempio indicativo è quello del 12 settembre del 2012, giorno in cui Apple lanciò l’iPhone 5: le quotazioni salirono per sei sedute consecutive, per arenarsi il mese successivo a $630, in calo del 6% dalla data dell’annuncio.

Detto questo, il titolo Apple è stato capace, nell’arco degli ultimi cinque anni, di raddoppiare le ricchezze di chi ha puntato su di esso, assicurando un ritorno di ben +1000% negli ultimi dieci anni.

Ora ci si chiede se, a dispetto della delusione per il ritardo dell’iPhone X, proprio quest’ultimo smartphone riuscirà a far salire il valore di mercato di Apple a $1 trilione: per arrivare ad aggiudicarsi questo primato, il titolo dovrebbe crescere del 20% circa rispetto ai valori attuali.

A proposito del primato di 1 trilione di dollari, Reuters sottolinea che secondo la famiglia reale saudita il gigante petrolifero Saudi Aramco avrebbe in realtà una capitalizzazione pari o superiore a $2 trilioni, ma al momento non c’è una documentazione pubblica che possa confermare una tale cifra, e non ci sarà almeno fino al periodo successo all’Ipo del prossimo anno.

Ora, dei 38 analisti di Wall Street che hanno avviato una copertura sull’azione Apple, due hanno già fissato prezzi obiettivo che, se raggiunti, farebbero di Apple la prima società quotata con un valore di mercato di $1 trilione.

Brian White di Drexel Hamilton, per esempio, ha un target price di $208, il più alto a Wall Street che equivale a un valore di mercato di $1,075 trilioni. E rimane ancora rialzista, anche dopo l’evento di ieri. Così White a Reuters:

“Continuiamo a credere che il titolo Apple non beneficerà soltanto del ciclo dell’iPhone, ma anche dalle iniziative di distribuzione del capitale da parte della società, delle valutazioni appetibili e delle potenziali nuove innovazioni. Di conseguenza, non crediamo che la corsa di Apple terminerà con l’evento odierno dedicato all’iPhone, visto che a nostro avviso il titolo ha ancora un margine di rialzo appetibile”.

E Katy Huberty, analista di Morgan Stanley, ha scritto in una nota ai clienti dopo l’evento di ieri che le funzioni di realtà aumentata presenti nella nuova linea degli smartphone di Apple, potrebbero “accelerare l’innovazione degli smartphone e trainare la crescita e una maggiore monetizzazione dei servizi”.

Va ricordato che, da quando Apple ha annunciato la prima linea di prodotti iPhone, nel gennaio del 2007, il titolo è balzato di oltre +1.200% garantendo un ritorno, inclusi i dividendi reivestiti, di oltre +1.375%.

Il ritorno totale del periodo, su base annua, è stato del 28,7%, ovvero pari a quasi tre volte quello del Nasdaq Composite Index e quasi quattro volte quello dell’indice benchmark S&P.