Notizie Indici e quotazioni Amazon: titolo sotto il fuoco delle vendite post conti III trimestre. Big Tech Usa: la tabella shock

Amazon: titolo sotto il fuoco delle vendite post conti III trimestre. Big Tech Usa: la tabella shock

Amazon si conferma l’ennesima Big Tech che crolla in Borsa, dopo la pubblicazione dei conti del terzo trimestre. Dopo lo shock Meta-ex Facebook, a Wall Street i sell off prendono di mira il titolo del colosso dell’e-commerce americano fondato da Jeff Bezos.

Le notizie non sono del tutto confortanti: d’altronde l’inflazione scotta, il che significa che i costi che le aziende devono sostenere viaggiano su una traiettoria rialzista; la stessa inflazione induce i consumatori a essere più attenti nella gestione delle loro spese, il che significa che Amazon prevede che la domanda più debole si presenterà anche nella stagione dello shopping festivo-natalizio, pesando sul bilancio dell’ultimo trimestre del 2022.

Nella conference call indetta per commentare la trimestrale, il cfo direttore finanziario di Amazon, Brian Olsavsky, ha lasciato presagire inoltre nuovi tagli in arrivo. La società continuerà infatti a investire nei business più redditizi: quello della pubblicità e del cloud computing. Tuttavia, “guarderemo alla struttura dei costi e a quei segmenti in cui possiamo risparmiare soldi”.

Momento drammatico in generale per i titoli FAAMG (Facebook ora Meta, Amazon, Apple, Microsoft, Alphabet di Google), che qualcuno ora ha ribattezzato GAMMA (Google, Amazon, Meta, Microsoft, Apple), visto il cambio di nome del colosso guidato da Mark Zuckerberg da Facebook a Meta Platforms.

Un articolo della Cnbc si riferisce alle principali Big Tech Usa fa notare come, nel corso dell’ultimo anno, i grandi titani del mondo Big Tech made in Usa abbiano sofferto una perdita di capitalizzazione di mercato pari a 3 trilioni di dollari.

L’articolo elenca le perdite incassate da Apple, Amazon, Netflix, Microsoft, Tesla, Meta Platforms, Alphabet (Google), precisando tuttavia che la tabella è precedente alla diffusione dei conti trimestrali di Amazon ed Apple, che è avvenuta ieri.

E sottolineando che, a dispetto dei sell off, questi titoli continuano a viaggiare al di sopra dei minimi delle ultime 52 settimane testati il 13 ottobre scorso, quando l’indice S&P 500 è capitolato a $3.491 punti.

Amazon: eps batte le attese, fatturato delude.

Di seguito, le voci principali dei conti diramati da Amazon dopo la fine della giornata di contrattazioni a Wall Street.

  • L’eps, ovvero l’utile per azione, si è attestato a 28 centesimi, battendo le stime di 22 centesimi.
  • Le vendite nette sono ammontate a $127,10 miliardi, in rialzo su base annua del 15% y/y, ma al di sotto dei $127,64 miliardi attesi.
  • Le vendite nette nei negozi fisici sono salite su base annua del 10%, a $4,69 miliardi, meglio dei $4,68 miliardi previsti.
  • Le vendite nette online sono cresciute del 7,1% su base annua, a $53.49 miliardi, al di sotto dei $54 miliardi attesi.
  • Le vendite nette della divisione AWS sono balzate del 27% su base annua a $20,5 miliardi, deludendo le attese di $21 miliardi.
  • Nel Nord America le vendite nette sono ammontate a $78,84 miliardi, in rialzo del 20% su base annua, meglio dei $76,95 miliardi attesi.
  • Le vendite globali sono invece scese del 4,9% su base netta a $27,72 miliardi, al di sotto dei $29,28 miliardi attesi.
  • L’utile operativo si è attestato a $2,53 miliardi, scivolando del 48% su base annua, al di sotto dei $3,11 miliardi previsti.

A deludere è stata anche la guidance sul quarto trimestre annunciata da Amazon.

Il colosso dell’e-commerce Usa prevede un fatturato compreso tra $140 e $148 miliardi, corrispondente a un tasso di crescita annuo tra il 2% e l’8%. Gli analisti intervistati da Refinitiv avevano previsto un fatturato superiore, pari a $155,15 miliardi.

Tra le Big Tech, tra le Big Losers picca Meta Platforms, reduce da un tonfo a Wall Street superiore a -20%, e sofferto nella sessione di ieri dopo la pubblicazione dei conti del terzo trimestre.

Le vendite sui titoli sono state tali che, unite a quelle delle settimane e dei mesi precedenti, hanno portato il valore di mercato dell’ex Facebook – che 16 mesi fa aveva superato per la prima volta la soglia di $1 trilione, entrando nell’Olimpo delle mega-cap Apple, Microsoft, Alphabet e Amazon – a scendere al di sotto di quello di Home Depot,  poco più alto rispetto a quelli di Pfizer e Coca-Cola.

In definitiva, Meta non fa parte più delle 20 società Usa quotate in Borsa che valgono di più, a causa del tonfo del 23% sofferto alla vigilia.

Meta Platforms ha perso inoltre il 70% dall’inizio dell’anno e il 74% dal picco testato nel settembre del 2021, assistendo a una contrazione del suo valore di mercato superiore a 730 miliardi di dollari.

La pubblicazione della trimestrale ha alimentato inoltre nuovi dubbi sull’ossessione metaverso di Mark Zuckerberg.

Insieme ad Amazon, ha diffuso la trimestrale Apple In questo caso niente trauma, anche se non tutti i segmenti del colosso dell’iPhone si sono mostrati all’altezza delle aspettative.

Va dettob che i bilanci resi noti da altri titani Usa del calibro di Alphabet e Microsoft avevano già confermato nei giorni precedenti i timori sui conti dell’intero settore tecnologico Usa che sta scontando, tra le molte altre cose, il calo delle entrate pubblicitarie digitali, legato al forte rallentamento dell’economia globale.

Un alert in tal senso era arrivato ancora prima dalla società nota per la sua APP di messaggistica SnapChat, ovvero Snap, che aveva scritto nero su bianco quanto segue:

“Stiamo scoprendo che i nostri partner pubblicitari in molti settori stanno riducendo i loro budget di marketing, soprattutto di fronte a venti contrari dell’ambiente operativo, pressioni sui costi a causa dell’inflazione”.