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Mercati, Europa a una svolta positiva. Nonostante la Brexit

17 lug, 14:34

di Gloria Valdonio


 

 

La riduzione dell’incertezza politica in Europa ha finalmente permesso agli investitori di concentrarsi sugli aspetti importanti, ovvero i fondamentali sottostanti. E qual è il risultato di queste osservazioni? Secondo Robert Lind, Economista di Capital Group, le imprese dell’Eurozona osserveranno un netto miglioramento nella crescita degli utili, diretta conseguenza di un contesto macroeconomico rinforzato. L’opinione è largamente condivisa nella comunità finanziaria. E così, dopo un lungo periodo di sottoperformance, finalmente esiste un buon margine per ulteriori utili nei titoli dell’Eurozona.
 
Segnali di ripresa
 
Tuttavia Lind elenca gli aspetti da monitorare nei prossimi dodici mesi, che sono numerosi: i negoziati sulla Brexit ovviamente campeggiano, seguiti dalle relazioni franco-tedesche, dall’inasprimento della politica monetaria, dai movimenti anti-sistema in tutta Europa, e soprattutto da una preoccupazione circoscritta all’Italia relativa a potenziali rischi finanziari, politici e macroeconomici.
In ogni caso le azioni europee ormai mostrano segnali di ripresa. E il miglioramento del tasso di crescita dell’Eurozona è stato generalizzato e sostenuto da diversi fattori. “La crescita dell’Eurozona trae vantaggio dal netto miglioramento dell’attività economica globale, soprattutto negli Usa e in Cina – spiega Lind -  Nel contempo la Banca centrale europea ha mantenuto una politica monetaria estremamente accomodante, con tassi di interesse reali e nominali bassi e un euro relativamente debole. Infine la politica fiscale ha frenato meno la crescita a fronte dell’allentamento dell’austerità”. Secondo lo strategist, in Germania, Francia e Italia, la politica fiscale sarebbe recentemente diventata persino leggermente di stimolo.
 
La ripresa della domanda
 
L’elemento più significativo è però legato alla domanda di credito, che si registra in netta ripresa dal momento che le famiglie e le imprese iniziano a spendere e le banche sono ormai più propense a concedere prestiti. “Sebbene tutti questi fattori contribuiscano alle prospettive positive dell’economia dell’Europa, il potenziale di instabilità macroeconomica globale può incidere negativamente sull’economia europea”, è la conclusione di Lind.

Fonte: Finanza.com


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