News Notizie Indici e quotazioni Wall Street: Nasdaq si conferma in pole position. Spotify in rally dopo annuncio tagli forza lavoro

Wall Street: Nasdaq si conferma in pole position. Spotify in rally dopo annuncio tagli forza lavoro

Wall Street accelera al rialzo, in attesa di una nuova tornata di trimestrali Usa e dell’annuncio della Fed di Jerome Powell sui tassi, quest’ultimo atteso il prossimo mercoledì 1° febbraio. Alle 15.50 circa ora italiana, il Dow Jones avanza di 84 punti circa (+0,25%), lo S&P 500 sale dello 0,54%, mentre gli acquisti si riversano anche oggi soprattutto sul Nasdaq, che mette a segno un rialzo dell’1% circa.

Tra i titoli protagonisti della sessione odierna c’è Spotify, che balza del 3,5%, dopo che la società di audio streaming ha annunciato un piano per tagliare il 6% della sua forza lavoro, pari a un licenziamento di 600 dipendenti circa.

Spotify ha comunicato anche le dimissioni di Dawn Ostroff, responsabile della divisione di pubblicità e di contenuti del gruppo.

In crescita anche le quotazioni di Advanced Micro Devices (AMD), che volano di oltre il 5%, dopo l’upgrade sul rating del titolo da parte degli analisti di Barclays da “equal weight” a “overweight”: Barclays ha motivato la mossa con il margine di rialzo potenziale del titolo dovuto al business dell’intelligenza artificiale.

Gli analisti del colosso bancario britannico hanno migliorato anche i rating di Qualcomm (+4,4%) e Seagate (+4,6%).

Attenzione oggi anche a Salesforce: le azioni guadagnano il 2,2% dopo la notizia relativa alla decisione dell’investitore attivista Elliott Management di acquisire una quota di partecipazione nel capitale del gruppo di cloud software.

“Non vediamo l’ora di lavorare in modo costruttivo con Salesforce per realizzare il valore che si addice a un’azienda della sua statura”, ha detto a Reuters Jesse Cohn, managing partner di Elliott.

Sui mercati l’attesa è per la pubblicazione, questa settimana, di nuova carrellata di trimestrali Usa.

Il 40% circa delle società quotate sul Dow Jones diffonderà questa settimana i propri conti.

Tra i colossi della corporate Usa, occhio ai bilanci

di Microsoft, IBM, Tesla, Visa e Mastercard

Il Dow Industrial Average è salito venerdì scorso di 155 punti (+0,47%), a 33.199,71; lo S&P 500 ha guadagnato 48,24 (+1.24%), a 3.947,01. Il Nasdaq ha messo a segno un progresso di 213,41 punti (+1,96%), a 11.065,32.

Su base settimanale, il Nasdaq ha sovraperformato il mercato, salendo dello 0,55% e incassando la terza settimana consecutiva di guadagni; il Dow Jones ha perso il 2,70%, mentre lo S&P 500 ha ceduto lo 0,66%, interrompendo i rialzi delle due ultime settimane.

Dall’inizio dell’anno, è il Nasdaq che è in pole position, con un progresso del 6,44%.

Sul mercato del reddito fisso, i tassi sui Treasuries Usa sono in rialzo al 3,528%, mentre i tassi dei Treasuries a 2 anni avanzano al 4,21%.

I mercati Usa continuano a pendere dalle labbra della Fed, prestando attenzione a qualsiasi rumor e notizia relativi alle prossime mosse della banca centrale americana sui tassi.

Ieri il Wall Street Journal ha riportato l’indiscrezione secondo cui il presidente della Fed Jerome Powell e gli altri esponenti del Fomc potrebbero decidere anche di fare una pausa in primavera nel percorso delle strette monetarie varate per sconfiggere l’inflazione.

I rumor, uniti alle dichiarazioni rilasciate dal governatore della Fed Christopher Waller – che lo scorso venerdì ha detto di essere favorevole a un rialzo dei tassi di 25 punti base nella prossima riunione del Fomc – portano gli investitori a sperare sempre di più nella fine imminente della politica monetaria restrittiva made in Usa.

“I mercati scommettono sempre di più sul fatto che l’elevata inflazione (in Usa) ci stia volgendo velocemente le spalle e che il periodo di una politica monetaria restrittiva sia sul punto di terminare – ha commentato Brian Levitt, global market strategist di Invesco – Sebbene l’economia fronteggerà ancora probabilmente alcune sfide entro la metà dell’anno, il mercato sta guardando avanti a quella che potrebbe confermarsi una ripresa sostenibile” dell’economia degli States.

Riguardo alle prossime mosse della Fed, in particolare gli analisti di Citi hanno rivisto al ribasso le loro proiezioni sulla stretta monetaria della banca centrale Usa guidata da Jerome Powell, prevista per il prossimo mercoledì 1° febbraio, dopo la riunione di due giorni del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve.

“Abbiamo modificato il nostro outlook sul meeting del Fomc di febbraio da un rialzo dei tassi di 50 punti base a +25 punti base, sebbene crediamo che i mercati debbano continuare a tenere in considerazione la probabilità di una stretta superiore”.

Citi ha modificato l’outlook sui tassi proprio con il rallentamento della crescita dell’inflazione.

Secondo i dati del CME Group, i mercati stanno prezzando una probabilità del 99,7% di una stretta monetaria da parte della Fed, per il prossimo 1° febbraio, di 25 punti base, che porterebbe il costo del denaro Usa al nuovo range compreso tra il 4,5% e il 4,75%.