News Notizie Indici e quotazioni Effetto BoJ: a Wall Street futures poco mossi, Ftse Mib azzera perdite, UniCredit +3%. Boom di buy su yen

Effetto BoJ: a Wall Street futures poco mossi, Ftse Mib azzera perdite, UniCredit +3%. Boom di buy su yen

A Wall Street futures Usa poco mossi, all’indomani dell’ennesima chiusura in rosso della borsa Usa. Ieri l’indice Dow Jones ha perso 162,92 punti (-0,49%), a quota 32.757,54; lo S&P 500 ha ceduto lo 0,90%, a 3.817,66 punti, mentre il Nasdaq Composite ha segnato un ribasso dell’1,49% a 10.546,03.

Gli indici azionari Usa hanno continuato a scontare la minaccia di una recessione, negli Usa e nel mondo, mentre si smorza la speranza di poter assistere a un rally di Natale. In premercato, i futures sul Dow Jones salgono dello 0,17%, i futures sullo S&P 500 sono praticamente ingessati, mentre i futures sul Nasdaq sono in calo dello 0,21%.

“Non c’è nessun Babbo Natale in vista”, ha commentato Louis Navellier, fondatore della società di investimento Navellier & Associates, alla Cnbc.

“Allacciate le cinture”, ha continuato l’esperto, facendo notare che “a qualcuno piacerebbe pensare che le cattive notizie siano ormai arrivate tutte, visto che la Fed non si riunirà prima di febbraio. Certo, non stiamo affondando, ma certo neanche stiamo recuperando le perdite della scorsa settimana”.

E oggi c’è stato anche lo shock Bank of Japan.

Con quello che è stato il suo ultimo atto del 2022, la Bank of Japan guidata da Haruhiko Kuroda ha annunciato di aver lasciato il costo del denaro del Giappone invariato a -0,1% ma di aver apportato anche una modifica al YCC (Yield Curve Control), ovvero allo strumento di controllo della curva dei rendimenti. Di fatto, la BoJ ha aumentato il range di oscillazione dei tassi dei titoli di stato del Giappone, dalla precedente forchetta compresa tra -0,25% e 0,25% alla nuova banda, compresa tra il -0,5% e il +0,5%.

Questo significa che la banca centrale permetterà ai tassi di lungo termine di salire da 25 punti base (il precedente limite fissato con la politica YCC) a 50 punti base, il limite annunciato oggi. Il timore di una BOJ pronta ad abbandonare la politica monetaria ultra-accomodante degli ultimi anni, a dispetto delle rassicurazioni di Kuroda, che ha tra l’altro rafforzato oggi anche il QE-Quantitative easing – ha mandato in tilt i mercati, provocando inizialmente il calo dell’azionario e la fiammata dei tassi dei titoli di stato.

Così gli analisti di Mps Capital Services:

“Questa mattina, la decisione a sorpresa della BoJ sta amplificando il movimento, con il tratto a lungo termine che risulta essere quello maggiormente penalizzato. Il tutto si sta traducendo in uno steepening delle curve sia in Eurozona che negli Usa””, hanno scritto in una nota gli analisti di Mps Capital Services.

Va detto che ora il sentiment di mercato sta mostrando qualche lieve segnale di miglioramento. I futures Usa sono poco mossi, e a Piazza Affari il Ftse Mib ha girato in positivo, sulla scia dei buy che interessano soprattutto le banche, in primis UniCredit, Banco BPM e Bper.

In generale i finanziari beneficiano delle scommesse di un contesto di tassi più alti a livello mondiale, situazione che di norma aumenta la redditività delle banche, facendo salire i margini di interesse.

Sul mercato del forex, grande protagonista lo yen.

Gli analisti di Mps Capital Services hanno fatto notare che “la mossa della BoJ ha portato stamattina ad un forte apprezzamento dello yen con il cambio vs euro che sta provando a forzare l’area di resistenza tra 140.69 e 140.11 (rispettivamente supporto statico e media mobile a 200gg)”.

Lo yen è balzato subito di quasi il 3% fino a quota JPY 133 nei confronti del dollaro Usa dopo gli annunci della Bank of Japan, accelerando il recupero degli ultimi giorni dai valori minimi degli ultimi 32 anni. Ora, alle 13.30 circa ora italiana lo yen continua a volare sul dollaro, con il dollaro-yen che accelera al ribasso, perdendo più del 3% a JPY 132,59.

L’euro è in crescita sul dollaro oltre la soglia di $1,06.

Prosegue la fiammata dei tassi dei Treasuries Usa, condizionati anch’essi dalla mossa della Bank of Japan, con i rendimenti decennali che balzano oltre la soglia del 3,6% e i tassi dei Treasuries a 2 anni in crescita al 4,285%