News Notizie Notizie Italia Bce, esplode ansia Lagarde su tassi: ‘Una recessione non basterà a smorzare l’inflazione’

Bce, esplode ansia Lagarde su tassi: ‘Una recessione non basterà a smorzare l’inflazione’

L’ansia inflazione e tassi colpisce anche l’area euro e non solo per le perdite delle borse, successive alla decisione della Fed di Jerome Powell di alzare i tassi Usa di 75 punti base per la quarta volta consecutiva.

Oggi ha parlato anche la numero uno della Bce, Christine Lagarde, lanciando un chiaro avvertimento: “Una recessione non sarà sufficiente a smorzare l’inflazione”. Lagarde ha aggiunto che “dobbiamo fare attenzione agli effetti contagio della politica della Fed”.

L’urgenza sulla necessità di porre un freno all’inflazione è stata rimarcata anche da Fabio Panetta, membro del Consiglio direttivo della Bce:

“Dobbiamo riportare l’inflazione al target del 2% il più velocemente possibile”, ha detto Panetta, aggiungendo che “l’outlook di medio termine sull’inflazione presenta chiari rischi al rialzo” e che “ulteriori aggiustamenti di politica (monetaria) sono giustificati”. Ha dimostrato di avere molta fretta a sconfiggere la piaga dell’inflazione anche Kazaks, che ha detto, in modo ancora più chiaro, che “i tassi dovrebbero salire a un livello molto più alto”.

Ha preso la parola anche il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, che ha sottolineato che lo spread Italia-Germania, ovvero lo spread BTP-Bund rimane tuttora troppo alto.

Riferendosi al governo Meloni, Visco ha commentato: “So far so good”, ovvero: “Fino a ora tutto bene”.

In occasione dell’evento dell’Omfif (Official Monetary and Financial Institutions Forum), il numero uno di Palazzo Koch ha aggiunto che, in occasione dei primi contatti con il governo Meloni, “ovviamente la questione” relativa alla realizzazione del Pnrr “è stata oggetto di discussioni”. Discussioni che tuttavia non sono state fonte di preoccupazione: “Devo dire – ha sottolineato il governatore di Bankitalia – finora tutto bene (per l’appunto So far so good)”.

Certo, è possibile che si discuta sulla “revisione di alcune componenti del Pnrr, che non direi rilevanti. Ma finora – ha detto Ignazio Visco – non mi pare che siamo su un percorso molto diverso” rispetto al governo precedente.

Ieri il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, ha alzato i tassi di 75 punti base per la quarta volta consecutiva, portandoli dal range compreso tra il 3% e il 3,25% al nuovo range compreso tra il 3,75% e il 4%, valore record dal 2008.

Lo scorso 27 ottobre, il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di aumentare di 75 punti base il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali e i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi, rispettivamente al 2,00%, al 2,25% e all’1,50%.