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Discussione: adesso scende il mercato!!! comprare questo?

Titolo di riferimento: Lyxor Ftsemib Dai -1x Bear Ucits Etf Acc Quotazione al 17/01 17:35 13,748 EUR (-0,91%)
  1. #1
    tutti gli analisti di analisi fondamentale dicono la stessa cosa! il mercato ha avuto un rimbalzo troppo elevato!
    detto in altre parole il mercato scenderà..per fortuna esiste questo Etf che essendo short guadagna con il mercato Orso (leggere il nome e si paira che è proprio un etf orso!!!)
    io ci sono entrato!
    saluti a tutti!
    poi ho titoli sottili e speculativi scorrelati dal mercato attendendo un bel twin win!

  2. #2
    giba scusa...di cosa stai parlando?

  3. #3
    ETF BEAR SGAM!!! CIOE UN ETF SHORT CHE REPLICA L INDICE MA IN MODO INVERSO .. SE LA BORSA SCENDE L ETF SALE.SENZA EFFETTO LEVA....
    SONO QUI PER ULTERIORI CHIARIMENTI!!!!
    CIAO JACK
    Citazione Originariamente Scritto da JackNando
    giba scusa...di cosa stai parlando?

  4. #4
    ci siete?
    poi non dite che non ve lo avevo detto!
    etf short.. adesso!!!

  5. #5
    ECCOLO LI... lo stornoooooooo!!!! siete dentro all etf short????
    io ho quello che è short sull sp mib!!! oggi +4,52!

  6. #6
    esattamente è il bear standard and poor mib sgam
    quotra intorno a 51 €
    io me ne sono prese a manciate.. con i proventi della borsa in vista dlle vacche magre che arriveranno,,la borsa è stat troppo briullante.. ma un piede in bors ( unicredit e saes getters lo tengo ancora )

  7. #7
    22/05/2009

    I dati economici pubblicati nelle ultime settimane iniziano gradualmente a confermare il messaggio: dopo un crollo a fine 2008 e un inizio 2009 molto difficile, il ritmo di peggioramento dell'attività sta rallentando. Il movimento è iniziato negli Stati Uniti e in Cina e si diffonde progressivamente all'Europa e, in misura minore, al Giappone. Non si tratta ancora di un ritorno della crescita, ma il rimbalzo ciclico è innegabile e riconosciuto dopo due mesi dagli investitori. Abbiamo anche rilevato il miglioramento dei sondaggi, ma non condividiamo affatto l'entusiasmo degli operatori. Il punto di minimo della crescita economica è forse alle spalle, ma le economie sono cadute molto in basso. Le conseguenze della brusca frenata dell'autunno del 2008 non potranno quindi essere cancellate in pochi mesi.




    Il sistema finanziario ancora al centro delle preoccupazioni


    La pubblicazione dei risultati degli «stress test» ai quali sono state sottoposte le banche americane all'inizio di maggio ha dato luogo a reazioni contrastanti: sollievo, da un lato, nell'apprendere che le ricapitalizzazioni necessarie saranno limitate; dubbi persistenti, dall'altro, sulla metodologia e la trasparenza di queste stime. Più in generale, gli interrogativi sul futuro degli attivi tossici nel sistema finanziario mondiale sono destinati verosimilmente a persistere. Infatti, le ultime stime in materia rilasciate dall'FMI non sono incoraggianti: le perdite ammonterebbero a 4 000 miliardi di dollari, tenendo conto, oltre agli Stati Uniti, anche di altri mercati maturi tra i quali l'Europa. La reazione degli istituti finanziari alle misure di politica monetaria rischia infatti di risentirne. Le Banche Centrali (e i governi) si sforzano di risolvere il problema e di rilanciare il credito: attraverso l'imposizione (esempio cinese) oppure aggirando le banche commerciali (esempio americano), oppure ancora migliorando la situazione delle banche (ultime misure della BCE). Se la prima soluzione è stata la più rapida da realizzare, la seconda inizia ora a dare i primi risultati, ma senza dubbio più lentamente di quanto sperasse Ben Bernanke, mentre il terzo approccio (mantenere il ruolo centrale delle banche commerciali nel sistema finanziario) deve ancora dimostrare la sua efficacia. Il miglioramento delle condizioni di finanziamento dovrebbe infine dare i suoi frutti, come mostrano i primi segnali di un funzionamento più normale dei mercati interbancari e del miglioramento della liquidità sul mercato del credito, ma si tratta di un processo lungo.




    I fondamentali non giustificano per ora un rimbalzo duraturo delle azioni


    Il rialzo in corso dal 9 marzo potrebbe protrarsi ancora qualche settimana, soprattutto sotto l'effetto del ritorno sulle azioni degli investitori di lungo termine, che possono avere il timore di «lasciarsi sfuggire il rimbalzo». Il fatto che la maggior parte dei grandi indici registri ormai una crescita dall'inizio dell'anno rischia di rafforzare questo fenomeno. Tuttavia, dal momento che le valutazioni sono ormai meno interessanti e il contesto macroeconomico resta obiettivamente degradato, le preoccupazioni di lungo termine sono destinate a prendere il sopravvento sull'attuale euforia. Il recente rialzo delle borse deve peraltro essere relativizzato poiché, se è vero che sono i settori più ciclici ad avere registrato il maggior rimbalzo, è altrettanto vero che proprio questi settori erano stati in precedenza i più colpiti. Lo scenario del mercato azionario è forse già meno ottimistico di quanto sembrasse. Una posizione neutrale ci sembra la migliore delle opzioni in questa fase.

    http://www.am.bnpparibas.it/portal/e...Type=MISC_INFO

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