Pagina 2 di 2 PrimaPrima 1 2
Risultati da 11 a 15 di 15

Discussione: richiesta aiuto su possibili investimenti

  1. #11
    Grazie foxvestor,
    L'orizzonte temporale sarebbe quello consentito dalla aspettativa di vita, ma se uno guarda la media potrebbe trovarsi scoperto sul più bello (mia madre se ne è andata a 93 anni). A 65 anni avrei voglia di lavorare per molto tempo ancora, ma mi pongo il problema di uno stop forzato da eventuali motivi di salute.
    La pensione da professionista che percepisco da pochi mesi è una vera miseria e le alternative sono due: o investimento immobiliare (affitti) o investimento finanziario.
    Ora il capitale immobiliare è in parte affittato, in parte in uso aziendale, in parte in uso privato; anche l'uso aziendale, se dismesso, potrebbe essere affittato.
    Il capitale liquido è investito nell'attività aziendale immobiliare; finita questa pensavo all'investimento finanziario, perché? Per evitare il lavoro che comporta la gestione gli immobili affittati (turnover inquilini, manutenzioni, imposte da pagare, contrattualistica, ecc... ).
    Ma gli immobili affittati rendono mediamente un 2,5% netto da tutto e conservano o (se ben comperati) incrementano il valore rispetto all'inflazione, mai lo perdono.
    Mi dici che per ottenere lo stesso risultato dagli investimenti finanziari devo rischiare perdite in conto capitale, pur concedendo un minore impegno personale (ma è così?), oppure immagino che ci si debba accontentare di rendimenti dell'1% o giù di li?
    Altra domanda.
    Alessandra.biondi3 parla di ADVISOR, mi piacerebbe saperne di più, come posso comunicare per email privatamente?
    Vorrei comunicare anche per email con divinator, è possibile?
    Grazie a tutti.

  2. #12
    Un comparto nominato sopra, Pioneer Funds - Euro Maturity Bond 2 è stato incorporato da Pioneer Funds - Euro Short-Term (Obbligazionari Euro Breve Termine) con efficacia dal 13 /12/2008 . In pratica si sono fusi ed il nome attuale è Pioneer Funds - Euro Short-Term

    http://www.pioneerinvestments.it/it/...emburghesi.pdf

  3. #13
    Leo1943 se fosse vero che gli immobili "conservano o (se ben comperati) incrementano il valore rispetto all'inflazione, mai lo perdono" non ci sarebbe stata la crisi finanziaria legata ai mutui sub-prime. I prezzi degli immobili possono scendere per anni in modo significativo come era successo in passato in Giappone, o recentemente negli USA.
    A meno che per "ben comprati" uno intenda di riuscire ad evitare gli acquisti prima delle fasi di ribasso. Ma allora si potrebbe dire che azioni e fondi azionari "se ben comperati" possono fornire rendimenti nettamente superiori all' inflazione.


    Calano del 30% i prezzi delle case in UK
    15 Dec 2008

    A cura di S. Basso

    John Varley, chief executive di Barclays, afferma che il crollo totale dei prezzi delle case nel Regno Unito potrebbe arrivare al 30%, è quanto sostiene in un’intervista rilasciata a Sky News ieri.
    Descrive come “pazzia” le policy dei prestiti concessi dalle banche in passato: il 100% delle richieste dei mutui venivano approvate. E, continua, le banche devono assumersi la propria responsabilità e chiedere scusa ai clienti per il loro ruolo, ossia per essere colpevoli in parte della recessione che stiamo vivendo.

    In media, le case in Gran Bretagna hanno già perso un valore pari a 36.000 sterline da agosto dello scorso anno, secondo l’indice pubblicato da Halifax. Il valore medio è ora solo di 163.605 sterline, secondo gli ultimi dati.
    Stando a questi dati, un altro calo del 15% vedrebbe il valore medio delle case scendere ancora di 25.000 sterline, a meno di 140.000 sterline.

    Varley sostiene che la contrazione sarà di circa il 25-30% e ora “siamo più o meno a metà strada. Questo significa, in altre parole, che abbiamo ancora il 10-15% di possibile calo tra oggi e la fine del prossimo anno.”

    Il crash dei prezzi delle case ha fatto già parecchie vittime: il valore delle case ora è inferiore al valore del mutuo. E a rimetterci maggiormente sono coloro che hanno comprato casa con un prestito pari al 100% (o superiore) del valore della loro proprietà. Difatti, nel periodo del boom delle proprietà immobiliari, le banche concedevano anche prestiti al 125% del valore della proprietà.

    http://www.fondionline.it/indicecms....rt&idart=20058

  4. #14
    Foxvestor, non vorrei mancare di tatto, come ospite di un sito come questo e le tue argomentazioni mi ricordano una doverosa e comprensibile difesa d'ufficio, ma vorrei fare alcune precisazioni.
    Tu citi dati del mercato UK e potresti parlare di quello USA o Spagnolo, dove credo che effettivamente il mercato abbia subito questi crolli, ma ti assicuro che la mia esperienza concreta di 35 anni mi conferma senza possibilità di smentita, che tutti le persone che hanno acquistato casa tramite la mia opera professionale, alcune centinaia, hanno oggi un immobile la cui rivalutazione batte tranquillamente l'inflazione e così dicasi per le altre centinaia di casi che conosco direttamente.
    Posso ipotizzare che i crolli di cui si parla si riferiscano alle quotazioni delle case vendute all'asta dalle banche per recuperare i crediti concessi con troppa facilità in quei mercati drogati, vendite probabilmente così numerose da fare statistica.
    In Italia non esiste questo fenomeno di insolvenza, se non in quantità fisiologica, e certamente non possiamo riferirci ai prezzi di asta per affermare che le quotazioni degli immobili sono in ribasso.
    Qualunque famiglia italiana che possiede una o più case e forse è anche il tuo caso concreto, sanno bene per esperienza diretta che questo e vero, a meno che non abbiano acceso un mutuo che non sono in grado di pagare.
    Ma come ti dico il mio problema è un altro e riguarda la somma di "pigrizia" e sicurezza di una rendita per la vecchiaia: sulla sicurezza con gli immobili non ho dubbi, ma non è abbinabile alla "pigrizia" che la vecchia potrebbe imporre, pensavo che forse un BTPi, o qualcosa di simile, potesse consentire questo abbinamento, ma con un rendimento netto almeno del 2%. Fra il serio ed il faceto, sotto il 3% potrei arrivare a 97 anni rosicchiando il capitale negli ultimi anni.
    Come vedi vado cercando un paracadute molto largo, che probabilmente non esiste.
    Ancora grazie a tutti.

  5. #15
    Leo1943, sono un ospite come altri e dico quello che penso senza dover difendere alcunchè, mentre forse qualcun altro difende il suo ramo. La maggior parte delle persone non segue mensilmente il prezzo della propria casa di proprietà o della seconda casa. Io non so quanto vale il mio appartamento e nemmeno so quanto valeva l' anno scorso.
    Non so quanto rendano i BTPi in rapporto all' inflazione reale. Forse dovresti chiedere ad esperti di obbligazioni

    A livello teorico in base agli studi di Jeremy Siegel docente della Wharton School dell’Università di Pennsylvania, sui mercati dal 1802 ad anni recenti risulta che non c’è scelta migliore di un portafoglio centrato sulle azioni, ben diversificato in fondi a basso costo, ETF o fondi indicizzati, e gestito in un’ottica di lungo periodo – indifferente cioè alle fluttuazioni ed emozioni del momento, causa degli errori che più di frequente e sistematicamente gli investitori finiscono per commettere.

    Rendimenti azionari e obbligazionari

    I dati alla base di queste conclusioni sono presentati in apertura di libro, e sono di un’evidenza palmare. I rendimenti reali (al netto dell’inflazione) delle azioni sono stati nel tempo molto costanti, e di gran lunga superiori a quelli di ogni altra classe d’investimento.

    Dal 1802 al 1870? Il 7,0% composto annuo. Dal 1871 al 1925? Il 6,6%. Dal 1926 al 2001? Il 6,9%. E se consideriamo solo il periodo post-bellico, dal 1946 al 2001? Il 7,1%.

    Insomma, per l’investitore che tiene lo sguardo fisso sul lunghissimo periodo guerre, crisi, crolli e boom, cambi di secolo e rivoluzioni tecnologiche finiscono per contare ben poco.

    Il collasso di un’azienda o anche di un sistema economico diventa opportunità per altri, e occasione di un nuovo inizio. L’enorme volatilità di breve periodo si trasforma in costante, rassicurante crescita.

    Le azioni sono dunque rischiose? Solo per chi è miope.

    Per capirlo basta confrontare quel 7% di crescita reale annua nell’arco dei due secoli di vita dei mercati dei capitali con l’accidentato e modesto percorso tracciato dai titoli di stato a lungo termine. Il rendimento reale è stato in questo caso del 4,8% nel 1802-1870, del 3,7% nel 1871-1925, del 2,2% nel 1926-2001 e solo dell’1,3% nel periodo post-bellico, dal 1946 al 2001.

    Quelli dei bond sono rendimenti non solo molto più bassi, ma anche più volatili delle azioni.

    Come osserva Siegel, “nel lungo periodo il rischio dell’investimento in titoli a reddito fisso di fatto supera il rischio connesso all’investimento in azioni.” E lo stesso si può dire del cash, delle obbligazioni a breve termine, degli investimenti immobiliari o delle materie prime.

    Nel lungo periodo non c’è nulla di più redditizio e sicuro di un investimento ben diversificato in azioni.
    (Per lungo periodo si intende un periodo di almeno 30 anni)


    http://investitoreaccorto.investireo...endimenti.html

Segnalibri

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •