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Buoni del Tesoro Poliennali - Le Principali opportunità di investimento e tipologie

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In questo articolo affrontiamo ad alto livello le diverse tipologie di BTP e le principali opportunità di speculazione. Per approfondire l'argomento BTP vi consigliamo questo approfondito articolo di Intraprendere.net

Oltre ai normali buoni del tesoro poliennali, ci sono anche quelli indicizzati all’inflazione italiana; questi BTP Italia sono studiati per fornire all’investitore una protezione in più contro l’aumento dei prezzi italiani. In questo specifico caso, sia le cedole che il capitale vengono pagati semestralmente e sono rivalutati in base all’inflazione italiana che viene misurata consultando l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, fornito dall’Istat.
Ogni 6 mesi, quindi, l’investitore recupera la perdita del potere d’acquisto di quel preciso periodo, grazie alla rivalutazione semestrale della somma di denaro sottoscritta. Le cedole garantiscono sempre e comunque un pagamento minimo costante e il loro ammontare è dato dal prodotto tra la metà del tasso di interesse reale annuale fisso (cioè quello che è stabilito all’emissione) e il capitale sottoscritto, rivalutato in base all’inflazione semestrale.
Alla scadenza ultima, il BTP Italia garantisce comunque la restituzione totale del valore nominale che era stato sottoscritto.
La rivalutazione del capitale e delle cedole viene valutato attraverso il Coefficiente di Indicizzazione, calcolato in base all’inflazione rilevata dall’indice FOI (con esclusione del tabacco); esso viene elaborato e poi pubblicato ogni mese dall’Istat. Con questo coefficiente è possibile conoscere quale sarà il valore del capitale nominale, valutato sulla base dell’andamento dei prezzi, in una determinata data.

BUONI DEL TESORO POLIENNALI INDICIZZATI ALL’INFLAZIONE EUROPEA (BTP€i)
Un po’ meno famosi, ci sono i buoni del tesoro poliennali indicizzati all’inflazione europea; questo tipo di titolo consente all’investitore di avere una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi.
Infatti nei btp indicizzati all’inflazione europea il capitale che viene rimborsato alla scadenza e le cedole pagate semestralmente, vengono rivalutati in base all’inflazione dell’area euro; il valore dell’inflazione viene misurata dall’Eurostat, attraverso l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo. Questi valori mensili di indice possono essere consultati sul sito web dell’ufficio statistico europeo.

Con l’indicizzazione, alla scadenza del titolo, l’investitore può recuperare la perdita del valore acquisito che si è realizzato durante la vita del titolo; in ogni caso, il BTP indicizzato all’inflazione europea garantisce sempre la restituzione del valore nominale che si era sottoscritto inizialmente. Infatti, se durante il periodo di vita del titolo ci dovesse essere una riduzione del prezzo, l’ammontare che verrà rimborsato alla scadenza non sarà mai inferiore a quello nominale.

E’ possibile ottenere un rimborso anticipato e, in questo caso, la somma corrisposta sarà pari all’ammontare sottoscritto, moltiplicato per il coefficiente di indicizzazione. Nel caso in cui questo coefficiente dovesse essere inferiore o uguale ad uno, l’ammontare rimborsato sarà pari al valore nominale del titolo stesso con, eventualmente, il rateo di interessi.

Le cedole che vengono pagate al sottoscrittore hanno un importo variabile, ma garantiscono comunque un rendimento costante; l’ammontare di ogni cedola è, infatti, calcolato tenendo presente il tasso di interesse fisso (stabilito all’emissione) e moltiplicandolo per il capitale sottoscritto e, rivalutato, sulla base dell’inflazione che si verifica tra la data di godimento e quella di pagamento della cedola.

I BTP€i hanno una scadenza di 5, 10, 15 e 30 anni e sono titoli a medio-lungo termine; hanno reddito variabile e sono adatti per chi richiede pagamenti semestrali legati ai tassi di inflazione, in particolare quelli europei. Sono adatti a chi intende mantenere nel tempo, il valore del capitale investito.

Questi titoli vengono emessi mensilmente, in base alle condizioni di mercato, sia tramite asta che attraverso i sindacati di collocamento.
Nel caso in cui i titoli venissero emessi tramite procedura d’asta, l’emissione sarebbe prevista nella seconda metà del mese e precisamente, il giorno lavorativo precedente l’asta. Quattro giorni lavorativi prima dell’asta, vengono poi comunicati i titoli in emissioni, così pure i rispettivi quantitativi offerti.

Anche i BTP€i possono essere acquistati e venduti, prima della loro scadenza, dagli investitori istituzionali che possono effettuare le transazioni sul mercato secondario regolamentato (MTS); il valore delle transazioni non dovrà essere inferiore a 2,5 milioni di euro. Per quanto riguarda i privati cittadini, invece, l’acquisto o la vendita potranno essere effettuati nel mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di stato; la soglia minima di investimento è pari a 1.000 euro.

Il prezzo di quotazione di questi titoli non tiene conto dell’indicizzazione, mentre il prezzo di negoziazione (che rappresenta il prezzo al quale i BTP€i vengono comprati o venduti sul mercato) è ottenuto moltiplicando il prezzo di quotazione per il coefficiente di indicizzazione; tale coefficiente consente di conoscere ad una certa data, il valore della somma nominale rivalutata in base all’andamento dei prezzi. I valori giornalieri dei coefficienti di indicizzazione vengono pubblicati mensilmente anche presso le principali agenzie di stampa specializzate nella diffusione di informazioni economico-finanziarie.

La somma rimborsata alla scadenza è calcolata moltiplicando il capitale nominale (quello sottoscritto inizialmente) per il coefficiente di indicizzazione (che viene calcolato il giorno di scadenza); il coefficiente tiene conto della variazione dei prezzi che si è, eventualmente, succeduta durante la durata del titolo. Se il valore del Coefficiente di Indicizzazione del giorno di scadenza fosse minore di 1, l’importo del capitale da rimborsare sarebbe pari al valore nominale dei buoni; il rimborso sarebbe, quindi, uguale al valore nominale.
Come funzionano rendimento e rischi legati a questo strumento?

Se hai intenzione di investire in titoli di stato, devi informarti bene nei siti che ti consigliano come fare trading nel modo più conveniente e meno rischioso; btp quotazioni, btp rendimento sono solo alcune delle parole chiave che devi conoscere ogni qualvolta tu decida in investire i tuoi risparmi.

A fronte dei vantaggi generici che sono la liquidità e la garanzia statale, vi sono però rischi che devono assolutamente essere considerati. Essi sono strettamente correlati con il mercato, in quanto più i tassi di mercato sono alti, più i buoni del tesoro poliennali calano di prezzo. In questo caso, la quotazione btp dovrà necessariamente decrescere in modo tale che si arrivi ad eguagliare il rendimento del mercato. In questo modo, l’investitore potrà recuperare qualcosa attraverso un’operazione denominata capital gain che consiste nella differenza tra il rendimento delle cedole e il rendimento del mercato.

Il rischio aumenta nel momento in cui si dovessero scegliere i buoni del tesoro poliennali con la scadenza più alta, 15 o 30 anni. La cedola è fissa e quindi, a parità di durata, sono decisamente più rischiosi dei titoli con tasso variabile, nei quali la cedola si modifica in base alle variazioni e ai rendimenti del mercato. Al termine della scadenza del titolo, l’investitore riceve comunque un rimborso pari al valore nominale della somma investita.
Un’altra soluzione per il tuo investimento, è quello di scegliere un titolo di media durata e cercare, quindi, di ottenere rendimento dai Btp 10 anni, ad esempio; con la loro scadenza intermedia potrebbero essere vantaggiosi, soprattutto se hai la possibilità di essere seguito da un consulente che possa fornirti aiuto e suggerimenti sul momento in cui sarebbe meglio cambiare strategia.
I consigli smart di*Intraprendere.net*
In linea generale, è consigliabile investire e scegliere quei BTP che, a parità di rendimento, hanno le cedole più alte; infatti, nonostante il loro costo sia più elevato, in caso di rialzo dei tassi, le cedole più elevate possono fungere da ammortizzatore perché potranno essere reinvestite ai nuovi tassi di mercato, limitando così i danni. Al contrario, se le cedole sono basse, rischi di non ottenere nulla da reinvestire nulla ai tassi di mercato e i danni, quindi, sarebbero maggiori.

Per le loro caratteristiche generali, quindi, i Btp sono adatti più ai risparmiatori che agli investitori veri e propri perché consentono di mantenere il proprio capitale a lungo termine, ricevendo un flusso costante (anche se basso) di rendimenti, tramite la cedola semestrale.

Ma d’altronde, com’è ovvio, a basso rischio corrisponde basso rendimento e i buoni del tesoro poliennali hanno un rendimento piuttosto basso perché considerati poco rischiosi.
I più esperti potranno guadagnare qualcosa di più facendo trading sulle obbligazioni; infatti, nel momento in cui i prezzi dei Btp salgono, i rendimenti scendono e viceversa.

Se invece tu non desideri vendere, ma vuoi solo incrementare il tuo capitale poco alla volta, potrai mantenere i titoli fino alla loro naturale scadenza.

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