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11/06/2019 15:30:08 Archivio analisi

Nasdaq 100: l’azionario trova sponda nella Fed pronta ad agire

IL FATTO

Il Nasdaq 100 continua a macinare terreno aggiudicandosi il primato tra i principali indici internazionali mettendo a segno un rialzo del 15% da inizio 2019. Il focus degli operatori istituzionali è sempre rivolto alle tensioni commerciali tra Usa e Cina.

Nelle ultime settimane il presidente Donald Trump non si è limitato a peggiorare i rapporti già deboli nei confronti del Paese del Dragone ma ha addirittura aperto nuovi fronti contro India, non più considerato un paese emergente, e Messico. Anche se con quest’ultimo gli Usa hanno raggiunto un accordo sull'immigrazione, che ha scongiurato l'imposizione di dazi al 5% sui prodotti messicani negli Stati Uniti. Il tutto rende più difficile per gli operatori comprendere il possibile esito di questo scontro per l’economia americana e quella globale.

Anche l’Europa non se la passa bene continuando a presentare segni di debolezza e anche gli Usa cominciano a manifestare primi segnali di rallentamento, come evidenziato venerdì scorso dai dati pubblicati dall’US Bureau of Labor Statistics. Nel mese di maggio i nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli statunitensi sono stati inferiori rispetto ad aprile e sotto le attese. Minore rispetto al consensus anche il dato sulla crescita dei salari.

Questi segnali negativi non stanno impensierendo l’azionariato, anzi stanno addirittura favorendo gli acquisti sul Nasdaq 100 che, nelle ultime sedute, ha guadagnato oltre il 5%. Secondo gli operatori, il rallentamento dei salari ha aumentato le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, generando quindi una reazione positiva sui mercati. Occhi puntati al consiglio direttivo della Fed che si riunirà il prossimo 18 e 19 giugno, quando il presidente Jerome Powell potrebbe dare indicazioni utili sul tema.

L'EFFETTO

Dando uno sguardo al quadro grafico si può notare che il Nasdaq 100 si sta dando da fare per mettere in un angolo la fase correttiva intrapresa tra la fine di aprile e l’inizio di maggio. Dopo aver segnato il minimo a 6.936 punti, l’indice Usa ha infatti cambiato direzione guadagnando oltre il 5% nel giro di qualche seduta.

Il movimento al rialzo però necessita di conferma sia in termini di momentum che di volumi. In tale scenario, per confermare la ripartenza, sarà necessario il superamento con volatilità e volumi della resistenza collocata a 7.500 punti con successivi target resistenze a 7.691 e 7.851 punti. A 7.000 punti invece rimane il supporto fondamentale. La rottura di tale livello con superamento del minimo a 6.936 punti aprirebbe a ulteriori pressioni ribassiste verso 6.872 e 6.642 punti.

 

SCENARIO LONG

Per ingressi long attendere il superamento di 7.500 punti. Stop loss a 7.000 punti, target a 7.691 e 7.851 punti.

SCENARIO SHORT

Apertura di posizioni short su discese sotto 7.000 punti, con stop loss posizionato a 7.500 punti. Target a 6.872 e 6.642 punti.

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