Notizie Notizie Mondo Valore a macchia di leopardo nel mercato obbligazionario. Cresce il peso delle strategie short

Valore a macchia di leopardo nel mercato obbligazionario. Cresce il peso delle strategie short

 

 

 

 

Secondo Tim Haywood, responsabile strategie obbligazionarie Absolute Return di GAM, gli investitori obbligazionari si trovano nella difficile condizione di dover fronteggiare un mercato obbligazionario caro e un ormai imminente restringimento monetario. Dato che il bull market che va avanti da quasi 40 anni sembra essere giunto a conclusione, gli investitori iniziano quindi a diventare inquieti. Ma, secondo Haywood, non è tutto finito: il contesto di tassi di interesse al rialzo sta dando infatti vita a molteplici opportunità per tutti coloro che sono pronti a esplorare nuovi ambiti. “L’universo del reddito fisso è ampio e la diversificazione rappresenta la chiave per avere successo negli investimenti di lungo periodo – spiega lo strategist – Un approccio flessibile alla composizione di un portafoglio è d’obbligo, con uno sguardo ai governativi, al debito emergente, alle obbligazioni indicizzate all’inflazione, ai mercati con rating investment-grade e high yield, insieme a quello delle obbligazioni convertibili, agli MBS (mortgage-back securities) e ABS (asset-backed securities)”. In altri termini, secondo lo strategist, l’approccio di investimento più valido nel futuro passa attraverso la combinazione tattica di differenti strumenti più specialistici prendendo le distanze dall’asset allocation tradizionale. E anche le strategie short assumeranno maggiore importanza.

Universo EM

Quanto al debito degli Emergenti, Paul McNamara, gestore del fondo GAM Star Emerging Market Rates, sottolinea come, su base storica, uno dei driver chiave per la performance di questo mercati, sia per quanto riguarda i listini azionari che i mercati obbligazionari, sia stato il differenziale di crescita tra Mercati Emergenti e Mercati Sviluppati: “Fin quando tale differenziale continua ad ampliarsi, di norma gli Emergenti registrano performance significativamente superiori fino al completamento del ciclo economico – spiega McNamara – In realtà, tale dato storico si è ripetuto più e più volte. Guardando al prossimo futuro, tuttavia, la porzione potenzialmente interessante degli Emergenti è quella che può ripetere in maniera sistematica tale dinamica”. Mettendosi alle spalle una fase di doloroso aggiustamento, le economie emergenti sono oggi meno vulnerabili rispetto a quanto lo siano state per molti anni, grazie al riequilibrio dei flussi commerciali. I deflussi di capitali, che hanno zavorrato l’andamento delle valute, sono alla fine tornati e le riserve valutare si sono stabilizzate. Inoltre, gli economisti sembrano sottovalutare l’impatto che un impulso positivo del credito può generare sulla crescita e, di conseguenza, le potenzialità di una sovraperformance degli Emergenti. “E’ probabile che il rialzo ciclico segua le orme di quelli precedenti, con elementi chiave di differenziazione che potrebbero permettergli di mostrarsi più forte e duraturo”, conclude McNamara.