Notizie Notizie Mondo Pil Germania e Ifo sorprendono, Borse toniche in attesa Jackson Hole

Pil Germania e Ifo sorprendono, Borse toniche in attesa Jackson Hole

Borse europee toniche sulla scia dei dati più solidi del previsto in arrivo dalla Germania. L’economia tedesca si mostra più resiliente delle stime nel secondo trimestre 2022 con la lettura finale del Pil tedesco che segna un rialzo dello 0,1% su base trimestrale rispetto alla variazione nulla della lettura preliminare e del consensus Bloomberg. Rispetto al secondo trimestre del 2021, il Pil tedesco ha invece mostrato una crescita dell’1,7%, in miglioramento rispetto al +1,4% della lettura preliminare e delle attese del mercato. L’indice IFO tedesco invece si è attestato ad agosto a 88,5 punti, in calo rispetto al precedente (88,7 punti), ma migliore rispetto agli 86,8 punti attesi.

L’indice Dax segna +0,8%, mentre lo Stoxx 600 sale dello 0,6% così come il Ftse Mib. Ieri Wall Street ha interrotto la striscia negativa di tre sedute, mentre i listini cinesi viaggiano contrastati dopo le nuove misure del governo cinese a sostegno dell’economia. “Volumi più sottili di agosto significano che la volatilità potrebbe insinuarsi di nuovo se il discorso di Powell fosse più aggressivo del previsto, il che probabilmente spingerà nuovamente in alto il dollaro”, rimarcano stamattina gli esperti di IG.

L’attenzione del mercato si è concentrata anche sui verbali dell’ultima riunione politica della Bce e sul simposio di Jackson Hole, che inizia oggi e terminerà sabato 27 agosto. L’audizione del presidente della Fed, Jerome Powell, è attesa domani alle ore 16:00 italiane.

In Europa, intanto, i prezzi del gas naturale sono saliti ancora, intensificando una crisi energetica che minaccia l’economia dell’area dell’euro e le prospettive globali. La Germania ha approvato nuove misure per limitare i consumi e l’Italia è pronta a varare un piano di risparmio energetico.

Sul Ttf di Amsterdam, hub di riferimento europeo del prezzo del gas, il futures sul gas si è spinto fino a 315 euro per megawattora, con un incremento di circa il 7% rispetto alla chiusura di ieri. Gazprom il 31 agosto interromperà i flussi sul principale gasdotto Nord Stream per tre giorni e le autorità europee temono che le forniture possano non riprendere dopo questa interruzione.