Notizie Notizie Italia Piano Tim, Giorgia Meloni non ha dubbi: “La rete deve essere di Stato”. Per analisti dossier procederà dopo voto  

Piano Tim, Giorgia Meloni non ha dubbi: “La rete deve essere di Stato”. Per analisti dossier procederà dopo voto  

Il tema delle telecomunicazioni, e in particolar modo il dossier Tim, continua a fare capolino nella campagna elettorale. In particolare, dopo le indiscrezioni della scorsa settimana, Tim resta ancora sotto i riflettori all’indomani delle parole della leader di Fratelli d’Italia (FdI), Giorgia Meloni, a Radio24. Parlando del tema della rete unica, Meloni ha rimarcato come sia “opportuno che la rete sia sotto il controllo dello Stato visto che l’assetto è strategico e rilevante per la sicurezza nazionale” e “vede favorevolmente la costituzione della rete unica, non verticalmente integrata, che serve tutti gli operatori retail”.

 

Le affermazioni di ieri

“Il tema è molto delicato, ma la posizione di Fratelli d’Italia è quella di rete unica, come accade in tutte le grandi democrazie occidentali, che sia di proprietà pubblica non verticalmente integrata”, ha dichiarato Giorgia Meloni ieri nel corso del suo intervento a “24 Mattino estate” in vista dell’appuntamento con le elezioni politiche fissato per il prossimo 25 settembre, dopo la caduta del governo Draghi in piena estate. “Il punto è scorporare la proprietà della rete – che a mio avviso non può essere privata, come non lo è da nessuna parte per un fatto di sicurezza nazionale e tutela dell’interesse nazionale – dalla vendita del servizio che si deve fare in regime di libera concorrenza tra tutti gli operatori”, ha spiegato Meloni ribadendo che “questa è la posizione storica di Fratelli d’Italia”.

 

Equita: dossier rete andrà avanti superate incertezze voto

“Le dichiarazioni lasciano intendere che anche un eventuale governo di centro destra, post elezioni avrà tra le priorità la realizzazione del dossier rete unica, avendo attenzione alle valutazioni dell’asset”, commentano gli analisti di Equita rimarcando che “non si tratta di posizioni nuove, ma che confermano che il dossier potrà procedere nelle valutazioni una volta terminata la fase di incertezza politica legata alle elezioni”. Equita conferma la valutazione hold (tenere in portafoglio) e il target price di 0,39 euro.

 

Tim, la peggior del Ftse Mib da inizio anno: -50% ytd

Le parole di Giorgia Meloni mettono sotto pressione a Piazza Affari il titolo Tim che perde ancora terreno e in questo momento cede circa l’1,8% a quota 0,22 euro (minimi dell’anno a quota 0,2015 toccati lo scorso 27 luglio). Da inizio anno il titolo del gruppo guidato da Labriola ha ceduto circa il 50%, la peggiore del Ftse Mib. In media il consensus raccolto da Bloomberg indica per Tim un prezzo obiettivo a 0,35 euro con potenziale upside di oltre il 59% circa. Sempre il consensus degli analisti su Bloomberg indica per Telecom Italia il 37,5% di giudizi Buy, il 54,2% Hold, mentre l’8,3% dice Sell.