Notizie Notizie Mondo Petrolio: un flop il viaggio in Arabia del presidente Biden, prezzi tornano a correre

Petrolio: un flop il viaggio in Arabia del presidente Biden, prezzi tornano a correre

Prezzi del petrolio in crescita dopo il viaggio del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden in Medio Oriente che ha scatenato una nuova preoccupazione per le forniture globali di greggio. La scorsa settimana si è assistito ad un momentaneo calo a causa dei timori per l’incombente recessione globale che potrebbe ridurre la domanda.

Petrolio: fumata nera da incontro Arabia-Usa

Poi il viaggio in Arabia Saudita del presidente americano che tuttavia si è concluso con un nulla di fatto visto che non è riuscito a prendere impegni per aumentare la produzione di petrolio e frenare l’inflazione. Sono stati i commenti del ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, a spegnere le speranze di un accordo. Egli ha dichiarato che il vertice USA-Arabia di sabato non ha discusso di petrolio e che il gruppo di paesi esportatori del cartello petrolifero noto come OPEC+ continuerà a valutare le condizioni del mercato. Il che significherà che continuerà a crescere la pressione sulle famiglie, che sono state martellate dall’aumento dei costi della vita, compresi i prezzi dell’energia.

Naeem Aslam, capo analista di mercato di Avatrade, ha dichiarato che “gli operatori hanno ricevuto un messaggio chiaro dalla recente visita di Biden in Arabia Saudita, durante la quale il presidente Biden ha parlato con diversi leader arabi. Il messaggio” continua Aslam “è che è l’OPEC+ non è minimamente interessato a ciò che Biden sta cercando di ottenere. L’OPEC+ continuerà a controllare l’offerta di petrolio”. Da qui il prezzo del Brent ha superato la soglia dei 100 dollari all’inizio della giornata e, se continuerà a essere scambiato al di sopra di questa soglia, è molto probabile che il percorso di minor resistenza sia orientato verso l’alto. Il West Texas Intermediate si è avvicinato a 99 dollari al barile dopo il calo di quasi il 7% della scorsa settimana.

Secondo gli analisti di ING, non c’è nulla di definitivo da trarre da questi incontri per quanto riguarda la politica di produzione del petrolio. Mentre i commenti degli Stati Uniti fanno pensare che i produttori del Medio Oriente adotteranno misure per aumentare la produzione nelle prossime settimane, i commenti dell’Arabia Saudita sono stati meno ottimistici. I sauditi hanno affermato che qualsiasi modifica della produzione avverrà nel quadro più ampio dell’OPEC+ e che il gruppo monitorerà il mercato e risponderà se necessario. La prossima riunione dell’OPEC+ si terrà il 3 agosto.