Notizie Notizie Italia Il pragmatismo di Orcel: che prende il comando di UniCredit Italia e non ha fretta di scappare dalla Russia

Il pragmatismo di Orcel: che prende il comando di UniCredit Italia e non ha fretta di scappare dalla Russia

Grandi cambiamenti in vista per UniCredit, sia in Russia che in Italia: il comando della divisione italiana di Piazza Gae Aulenti, UniCredit Italia, passerà direttamente al numero uno dell’intero UniCredit Group, Andrea Orcel. Via dunque dopo un anno Niccolò Ubertalli, colui che era stato chiamato dallo stesso Orcel a guidare UniCredit Italia.

La notizia è emersa ieri, quando le agenzie di stampa hanno iniziato a battere la notizia relativa alla decisione del cda di mettere alla porta Ubertalli, e di dare il comando della divisione direttamente a Orcel, che collaborerà nella missione insieme a Remo Taricani, Deputy Head of Italy.

Una spiegazione del perchè di questa mossa è arrivata ieri con una lettera che porta la firma di Orcel che del presidente di UniCredit Pier Carlo Padoan.

Una motivazione più puntuale è giunta oggi con l’edizione odierna del Il Sole 24 Ore, con cui è stata pubblicata l’intervista che il ceo Andrea Orcel ha rilasciato al quotidiano, per la precisione al giornalista Luca Davi.

Noi siamo una banca europea e una banca italiana, “L’Italia è il nostro primo mercato e questo è un momento delicato: non possiamo permetterci di non creare le condizioni perché possa sviluppare appieno il suo potenziale. Questa è la ragione cardine del cambio”, ha detto Orcel puntualizzando che, con Ubertalli, “non c’è stato nulla di personale”.

Potrebbe arrivare una recessione e il modo con cui sapremo gestire l’Italia sarà importante per uscire al meglio dalla tempesta”: ha detto senza tanti giri di parole il numero uno di Piazza Gae Aulenti, non lesinando una critica nei confronti del suo predecessore (l’ex AD Jean-Pierre Mustier), laddove ha rimarcato che “questa banca in passato non ha creato le condizioni ottimali per consentire alla sua rete italiana di dare il meglio: oggi le nostre persone devono essere supportate e questo nuovo incarico mi porrà nelle condizioni di farlo in prima persona”.

Orcel e Padoan erano stati chiari nelle motivazioni del cambio di UniCredit Italia già lettera con cui avevano commentato l’uscita di scena di Niccolò Ubertalli, resa nota ieri:

“Questo cambiamento rappresenta il prossimo passo per rafforzare il nostro business in Italia. Siamo certi che tale decisione ci consentirà di sprigionare tutto il potenziale di UniCredit Italia e di lavorare più a stretto contatto con i colleghi del business. Questa decisione non avrà alcun impatto sui livelli di occupazione, al contrario, è stata presa con la volontà di rafforzare la struttura organizzativa in Italia. Le nostre priorità rimangono invariate. Concentriamoci su quanto è nelle nostre possibilità gestire e migliorare, e continuiamo a lavorare per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti con il piano strategico dello scorso dicembre”.

Nella sua intervista al Sole 24 Ore, Orcel non ha parlato però solo di UniCredit Italia. Inevitabile la questione della sua controllata russa, soprattutto dopo gli ultimi rumor diffusi dall’agenzia di stampa Bloomberg, secondo cui il Ronaldo dei banchieri, così come è stato definito, starebbe valutando l’opzione di smobilizzare la divisione per poi eventualmente riacquistarla.

Le indiscrezioni confermerebbero l’atteggiamento contrarian del ceo che non ha fretta di lasciare il paese di Vladimir Putin: sicuramente, lo ha ribadito al quotidiano di Confindustria, l’ad di Piazza Gae Aulenti non vuole fare regali a nessuno.

Quelle indiscrezioni sulla fiducia del numero uno di UCG sono state confermate dalle stesse parole dell’amministratore delegato che si è espresso così nell’intervista al Sole 24 Ore:

“Di per sé la Russia finanziariamente sta performando bene e questo non si può dimenticare – ha detto l’AD di Piazza Gae Aulenti – Dall’altra parte ci sono valutazioni politiche da cui non si può prescindere: serve insomma un disimpegno progressivo, fatto al meglio, salvaguardando chi lavora là e i nostri clienti”.

Dunque? E’ ancora mistero, riguardo a quello che UniCredit potrebbe fare nel lungo termine in Russia.

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Orcel ha detto che UniCredit fornirà “un update tra una ventina di giorni con i risultati del semestre”, aggiungendo che “nel primo trimestre avevamo tracciato una linea rossa in termini di impatto massimo negativo, e ciò è ancora vero”, e che “un progressivo disimpegno del Paese deve essere fatto nella miglior maniera possibile, e senza fare regali non necessari a leadership con cui siamo in contrasto come Occidente“.

L’AD non ha però negato la prospettiva di un eventuale riacquisto degli asset in Russia.

La controllata russa di UniCredit ha una clientela corporate composta da circa 1.500 aziende, a fronte di una forza lavoro di 4.000 dipendenti:

l’interesse nei suoi confronti è stato manifestato da istituzioni finanziarie russe che non sono state colpite ancora dalle sanzioni e da società che desiderano ottenere una licenza bancaria in Russia. I potenziali acquirenti provengono da paesi come Cina, Turchia e India.

All’inizio di giugno l’agezia Reuters aveva riportato, sulla base di quanto appreso da due fonti vicine al dossier, che UniCredit aveva intavolato trattative con (potenziali) acquirenti locali (dunque russi), ma che l’escalation delle sanzioni imposte dall’Occidente contro la Russia aveva ostacolato i negoziati, portando Piazza Gae Aulenti a estendere la propria ricerca a paesi che includono per l’appunto Cina e India, dove una delle due fonti aveva riferito che avrebbero potuto esserci anche società interessate a rilevare gli asset della banca russa. Si era appreso anche che, all’inizio di marzo, la divisione russa di UniCredit aveva sostituito due esponenti del cda italiani con due cittadini serbi.

Le fonti avevano riferito nelle ultime settimane anche l’intenzione del ceo Andrea Orcel di perseguire una qualsiasi transazione che potesse valorizzare la partecipazione, escludendo quegli accordi che avrebbero rischiato di erodere i cuscinetti di capitale di UCG.

Orcel sembra confermarsi voce contrarian rispetto alla platea nutrita dei banchieri e dirigenti, che hanno deciso di lasciare la Russia di Putin anche per il rischio reputazionale.

La Russia è diventata con le sanzioni, i vari embarghi e l’isolamento totale una sorta di pariah globale. Ma Orcel evidentemente crede nella possibilità che magari, con la fine della guerra, il paese rientri nei mercati globali.

Bloomberg aveva fatto a tal proposito riferimento al fatto che, ad alimentare la fiducia di Andrea Orcel è la consapevolezza che, dopo tutto, la controllata russa sta riportando una buona performance, beneficiando del fatto che altre principali banche russe come Sberbank, VTB Bank e Alfa Bank non possono fare business a causa delle sanzioni.

E comunque, “svalutarla e regalarla non è qualcosa di coerente con le sanzioni e, a nostro avviso, non è moralmente corretto”, aveva detto Orcel il mese scorso.

Andrea Lisi di Equita SIM commenta l’intervista dell’AD rilasciata al Sole 24 Ore con la seguente nota dedicata alla banca:

“Il Sole 24 Ore propone un’intervista al CEO di UCG Orcel a seguito del cambiamento manageriale che ha visto l`uscita dell`Head of Italy Ubertalli,con le deleghe che verranno prese da Orcel stesso. Principali spunti:

  • L’obiettivo di UniCredit è quello di sviluppare appieno il potenziale inespressosul mercato italiano, questa è la ragione alla base del cambiomanageriale. L’ambizione è creare le condizioni ottimali per la rete.
  • Una gestione ottimale dell’Italia è fondamentale in un contesto di mercato altamente incerto e che potrebbe sfociare in una recessione
  • Un update sulla situazione in Russia verrà fornito con i risultati 2Q22.

Viene ribadito l’obiettivo di un progressivo disimpegno senza però fare ‘regali non necessari’ Finanziariamente la Russia sta performando bene”.

Andrea Lisi di Equita SIM indica che il titolo UniCredit tratta con un 2022 P/TE = 0.3x