Notizie Notizie Mondo Fuga dall’euro, sul dollaro la moneta unica precipita a minimo in 20 anni. Analisti ‘vedono’ discesa sotto parità

Fuga dall’euro, sul dollaro la moneta unica precipita a minimo in 20 anni. Analisti ‘vedono’ discesa sotto parità

Fuga dall’euro, che precipita al minimo in più di 20 anni, tornando ad avvicinarsi alla parità nei confronti del dollaro.

L’euro sconta l’alert recessione, rinfocolato dal boom dei prezzi del gas naturale ad Amsterdam, dalla pubblicazione di alcuni dati negativi che riguardano il blocco dell’Eurozona, dal dato di fatto che vede l’Europa intera vittima della guerra tra la Russia di Putin e l’Ucraina di Zelensky.

I mercati iniziano a scontare inoltre la prospettiva di un aumento dei tassi di interesse, da parte della Bce di Christine Lagarde, destinato ad avere vita breve.

L’attenzione si sposta dal timore che gli Stati Uniti soffrano una recessione al rischio che, con l’impennata del gas e l’effetto caro-energia sulle tasche dei consumatori, sia l’area euro a essere colpita in primis da un hard landing.

Così Jordan Rochester, strategist del mercato del forex del G10 di Nomura:

“Crediamo che il calo odierno del rapporto EUR-USD (provocato dagli scioperi in Norvegia, e dai nuovi record dei prezzi dell’elettricità in Germania), sia un segnale di allerta su quanto potrebbe verificarsi alla fine di questo mese, ovvero la chiusura del Nord Stream 1. Siamo più convinti del fatto che l’euro-dollaro sfonderà la parità verso quota 0,98 nel mese di agosto, e che ci sia il rischio di una mossa non lineare verso quota 0,95. Rimaniamo short sull’euro-dollaro e abbiamo rivisto al ribasso i nostri target”.

Il trade consigliato da Nomura è di shortare l’euro-dollaro, con un’entrata a $1,0661 e un target a 0,95.

Gli investitori hanno tartassato di vendite l’euro nella sessione odierna, con il rapporto euro-dollaro sceso fino a $1,02, a un soffio dalla parità, e al minimo dal dicembre del 2022. Il calo è stato pesante, fino a -1,5% circa.

Secondo un modello di Bloomberg che prezza il trend dei contratti di opzione, esiste una probabilità del 60% che l’euro tocchi la parità sul dollaro entro la fine dell’anno. La probabilità è aumentata rispetto a quella pari al 46% della sessione di ieri.

“La parità è solo una questione di tempo”, ha sentenziato Neil Jones, responsabile della divisione di FX sales di Mizuho.

Così come anticipato dalla stessa Lagarde, i trader stanno scommettendo sulla probabilità che la Bce aumenti i tassi di interesse dell’area euro di 25 punti base, nell’imminente riunione del 21 luglio.

I mercati scommettono contestualmente con una probabilità dell’80% che la Fed di Jerome Powell, nella prossima riunione del Fomc del prossimo 27 luglio, alzi i tassi di 75 punti base, per la seconda volta consecutiva, dopo la stretta dello stesso ammontare degli inizi di giugno e dopo un rialzo dei tassi complessivo che è stato di 150 punti base fino a oggi.

“E’ difficile trovare molto di positivo da dire sull’euro”, ha detto Dominic Bunning, responsabile della divisione di ricerca sul forex di HSBC – Con la Bce che manterrà la propria linea, intravediamo un rialzo di appena 25 punti base a luglio, in un momento in cui altre (banche centrali) stanno procedendo a strette monetarie molto più veloci, e in cui contenuto è il sostegno che arriva dai rendimenti più elevati”.

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Sul mercato monetario, continua Bloomberg, i trader prezzano nel complesso un aumento dei tassi da parte della Bce di 140 punti base nel corso del 2022, in calo rispetto alla stretta di oltre 190 punti base attesa dagli stessi tre settimane fa.

Tra gli investitori la cautela è aumentata anche in quanto è aumentata la preoccupazione di una frammentazione dell’area euro, sulla scia del balzo dei tassi dei BTP e dello spread tra BTP-Bund (che ha portato la Bce ad annunciare l’avvento di uno scudo anti-spread.

Le perdite sono state acuite inoltre dalla scarsa liquidità e dai sell che hanno colpito il rapporto di cambio euro-franco svizzero. La moneta unica è scesa fino a -0,9% neui confronti del franco svizzero fino a 0,99251, al livello più basso dal 2015.

“Il mercato del forex non è stato sostenuto da una totale liquidità, vista la festività nazionale in Usa (dell’Independence Day del 4 luglio) – ha aggiunto Jones di Mizuho – E’ probabile che ogni dimensione di qualsiasi operazione di trading abbia un impatto maggiore sui movimenti dei mercati”.

Così commentano da XTB, uno dei maggiori broker FX e CFD quotati in borsa al mondo, in relazione alla dinamica del rapporto EUR-USD.

“La coppia di valute principale è scesa di quasi l’1% oggi e ha raggiunto il livello più basso da dicembre 2002, mentre notiamo un aumento significativo della domanda di dollari. La mossa non solo ha spinto la coppia al di sotto dei minimi di maggio, ma anche al di sotto dei minimi tra il 2016 e il 2017, il che significa che la coppia EUR-USD è scesa al livello più basso in quasi 20 anni. Mentre la forza del biglietto verde sta attualmente giocando un ruolo nella mossa, poiché è in rialzo rispetto alla maggior parte delle valute, l’euro continua a faticare poiché la BCE è stata dietro altre banche centrali con le sue politiche”.

“C’è stata una crescente divergenza tra la BCE e la Fed – proseguono da XTB – che è riuscita ad aumentare in modo aggressivo i tassi di interesse ultimamente nel tentativo di contrastare l’inflazione, mentre la sua controparte europea ha dovuto essere più passiva, poiché rimane preoccupata dei reali pericoli di rallentamento dell’economia in un momento in cui il conflitto Russia-Ucraina sta causando un aumento dei prezzi dell’energia e dell’inflazione generale. La Bce si trova in una situazione molto difficile poiché ha bisogno di aumentare i tassi di interesse per affrontare l’inflazione e sostenere la sua valuta, sostenendo allo stesso tempo le economie in difficoltà che si stanno appena riprendendo dopo due anni di problemi legati alla pandemia”.

Da XTB concludono:

“Un aumento del tasso è previsto dalla Bce nel prossimo futuro, ma sarà essenziale vedere come reagiranno i mercati ai verbali della Bce di questa settimana che saranno pubblicati giovedì poiché sembra che la fiducia generale nella valuta del mercato unico continui a diminuire.