Notizie Notizie Italia Eni e il progetto GNL in Qatar: più diversificazione delle fonti energetiche. Analisti posizionati su buy, upside potenziale di oltre 30%    

Eni e il progetto GNL in Qatar: più diversificazione delle fonti energetiche. Analisti posizionati su buy, upside potenziale di oltre 30%    

 

La settimana si apre con Eni che avanza a Piazza Affari (a 12,18 euro, +1,4%) all’indomani dell’annuncio dell’ingresso nel più grande progetto al mondo di GNL in Qatar. Nel dettaglio, il Cane a sei zampe è stato selezionato da QatarEnergy come nuovo partner internazionale per l’espansione del progetto North Field East (NFE). L’accordo di partnership per la creazione della nuova joint venture prevede che QatarEnergy deterrà una quota del 75% e Eni il restante 25%. La jv a sua volta deterrà il 12,5% dell’intero progetto NFE, di cui fanno parte 4 mega treni GNL con una capacità combinata di liquefazione pari a 32 milioni di tonnellate/anno (MTPA).

Con un investimento di 28,75 miliardi di dollari, NFE dovrebbe entrare in produzione entro la fine del 2025 e impiegherà tecnologie e processi all’avanguardia per minimizzare l’impronta carbonica complessiva, tra cui la cattura e lo stoccaggio della CO2. Un accordo, precisa una nota, che rappresenta una mossa strategica per Eni, che rafforza la propria presenza in Medio Oriente ottenendo l’accesso a un produttore di GNL leader a livello globale, con riserve di gas naturale tra le più grandi al mondo. Inoltre, si tratta di una tappa significativa nella strategia di diversificazione dell’azienda, che amplia il proprio portafoglio di fonti energetiche più pulite e affidabili.

Secondo i dati di S&P Global Commodity Insights, il Qatar è diventato il più grande esportatore al mondo di LNG ad aprile superando Stati Uniti e Australia. Lo scorso 12 giugno, QatarEnergy ha formato con TotalEnergies una jv (75%/25% come quella con Eni) diventando il primo partner per il progetto, e aggiudicandosi una quota del 25% nel progetto NFE. Il Qatar – sottolineano da Equita – gode di costi di produzione tra i più bassi al mondo. Secondo gli esperti della sim, che mantiene una raccomandazione buy su Eni, “la notizia ha potenzialmente implicazioni positive per il titolo – confermando le indiscrezioni emerse negli scorsi giorni/settimane – ma i termini finanziari dell’accordo non sono stati divulgati. Anche gli analisti di Banca Akros, che mantengono la raccomandazione buy e prezzo obiettivo di 16,5 euro, giudicano la notizia positivamente e spiegano che “migliorerà la diversificazione e fornitura di gas”.

Da inizio anno il titolo Eni ha mostrato una lieve flessione dello 0,8% circa. Il consensus degli analisti su Bloomberg indica per il gruppo guidato da Claudio Descalzi il 72,4% di giudizi buy e il 27,6% Hold, mentre nessun analista dice sell. In media, sempre il consensus raccolto da Bloomberg, indica per Eni un prezzo obiettivo a 16,29 euro con potenziale upside del 34,4% circa.

Il punto tecnico su Eni (a cura dell’ufficio studi di Borse.it)

Il quadro grafico di Eni mostra un rafforzamento delle pressioni ribassiste, in particolar dopo la violazione ribassista della settimana scorsa del precedente livello di supporto a quota 12,67 euro. Eni, dopo una lunga fase laterale, ha provato senza riuscirci a superare al rialzo quota 14,59 euro, livello che ha ostacolato per ben tre volte una risalita delle quotazioni. Proprio da tale livello le quotazioni hanno invertito la rotta e la violazione al ribasso della media mobile a 200 periodi nelle ultime sedute ha aggravato la tendenza ribassista dei prezzi. Dall’8 di giugno Eni si trova in calo del 16%, -7 solo nell’ultima settimana, mentre da inizio anno il titolo sta sovraperformando l’indice Ftse Mib trovandosi in calo solo dell’1,1%. Al momento il titolo Eni si trova a quota 12,22 euro e in caso di ulteriore debolezza i prossimi livelli di supporto che potrebbero impedire ulteriori cali sono posti prima a 11,8 € e poi a 11,50 €, area di minimo dello scorso novembre. In tal senso potrebbe essere pericolosa una discesa dei prezzi sotto tale livello in quanto la prossima importante area supportiva si trova a quota psicologica degli 11 €. Al contrario, in caso di un ritorno della forza dei compratori sarà necessaria un’adeguata fase di accumulazione sui livelli attuali per vedere un rimbalzo dei prezzi e in tal senso i livelli di resistenza principali sono 12,57 € e l’area dei 13 €.

Dal punto di vista dell’analisi algoritmica i prezzi si trovano al di sotto delle medie mobili principali a 50 e 200 periodi confermando la dinamica ribassista dei prezzi. I bruschi cali delle ultime settimane hanno portato molta volatilità sul titolo con un oscillatore di momentum Rsi che evidenzia lo stress sui prezzi essendo prima entrato e poi uscito dall’area di ipervenduto e si trova al momento a quota X. Non emergono segnali di miglioramento dall’indicatore di direzione Parabolic Sar che si trova ancora in direzione short, segnalando la negatività del sentiment degli investitori sul titolo.