Notizie Elezioni: ecco i potenziali impatti sui mercati guardando non solo nel breve

Elezioni: ecco i potenziali impatti sui mercati guardando non solo nel breve

Domenica 25 settembre l’Italia sarà chiamata alle urne e Giorgia Meloni,  leader di Fratelli d’Italia, appare la favorita della vigilia per diventare nuovo primo ministro. Da sempre partito di opposizione, FdI potrebbe avere difficoltà a destreggiarsi tra le istituzioni italiane ed europee.

Così Kevin Thozet, membro dell’Investment Committee di Carmignac secondo cui i  mercati finanziari si sono concentrati sulle preoccupazioni legate all’inflazione e sulla corsa dei banchieri centrali verso politiche monetarie più restrittive a fronte del rapido aumentare delle probabilità di recessione.

Nel breve periodo, sia il contesto politico sia quello economico dovrebbero evitare ulteriore volatilità sui mercati italiani dice l’esperto.

Nel dettaglio, in assenza di rischi di coda, lo spread italiano si sta muovendo nell’intervallo di 200-250 punti base. Inoltre, le opinioni negative sui mercati italiani (soprattutto) del reddito fisso sembrano essere abbastanza condivise e si sono rivelate anche piuttosto impegnative da attuare, con le obbligazioni italiane a 10 anni che rendono più del 4%. Nello scenario attuale, dunque, le posizioni negative sui tassi d’interesse core (piuttosto che su quelli periferici) costituiscono un’alternativa migliore, per riflettere l’impatto negativo dell’inflazione persistente, della normalizzazione della Banca Centrale Europea e del front-loading dei rialzi dei tassi d’interesse.

Tuttavia, la tendenza attuale degli spread italiani potrebbe cambiare nei prossimi sei mesi, dal momento che la retorica politica potrebbe evolversi, nel contesto di un possibile razionamento invernale, di una crescita economica scarsa e di uno sguardo più attento da parte della Commissione Europea. In tale scenario, la credibilità della BCE e il Transmission Protection Instrument potrebbero essere messi a dura prova.

Le elezioni: gli scenari alternativi secondo Carmignac

L’esperto infine descrive le possibili alternative all’alleanza tripartitica descritta nello scenario di base che includono in primis che il  Movimento Cinque Stelle possa ottenere un risultato migliore rispetto alle attese, in particolare al Sud, oppure l’alleanza centrista tra Calenda e Renzi potrebbe riservare sorprese, il che metterebbe a rischio la maggioranza complessiva. Tale risultato sarebbe probabilmente accompagnato da nuova volatilità, data l’incertezza legata al necessario processo di rinegoziazione.

Altro scenario vede da soli, Fratelli d’Italia e Lega che hanno raccolto un numero di voti tale da non richiedere l’intervento di Forza Italia per formare una coalizione. La possibilità che due dei partiti politici italiani meno ortodossi formino una coalizione senza un partito più consolidato potrebbe essere valutata negativamente dai mercati finanziari. Questo potrebbe anche portare a un potenziale scontro politico tra due leader di partito molto diretti, le cui priorità e programmi politici possono essere opposti (ad esempio sulla riforma delle pensioni).