Notizie Notizie Italia Draghi a Rimini: “l’Italia ce la farà, anche questa volta”. Sul gas? “Italia sempre più indipendente”

Draghi a Rimini: “l’Italia ce la farà, anche questa volta”. Sul gas? “Italia sempre più indipendente”

“Grazie Mario, viva Draghi”.

Sono le parole con cui il pubblico ha accolto il presidente del Consiglio Mario Draghi al suo arrivo al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. Dalle forniture di gas al PNRR passando per i conti pubblici italiani: nel suo discorso il premier uscente ha affrontato vari argomenti estremamente importanti per il paese ma anche l’Europa in questo momento così delicato dal punto di vista geopolitico e dal punto di vista economico.

Mario Draghi si è rivolto nello specifico ai giovani, “Voi giovani siete la speranza della politica”, ha detto il premier aprendo il suo intervento.

“Anche oggi siamo in un momento estremamente complesso per l’Italia e l’Ue, con il quadro geopolitico in rapida trasformazione con il ritorno della guerra e le tensioni su Taiwan. La congiuntura economica è segnata da una profonda incertezza” e l’inflazione “pesa in modo molto gravoso sui bilanci di famiglie e impese”, ha detto Draghi, invitando tutti ad andare a votare il 25 settembre alle prossime elezioni politiche. 

E lancia un messaggio positivo per il futuro: “Sono convinto che il prossimo governo, qualunque sia il suo colore politico, riuscirà a superare quelle difficoltà che oggi appaiono insormontabili – come le abbiamo superate noui l’anno scorso. L’Italia ce la farà, anche questa volta”

 

Non é mancato anche un accenno all’importanza delle istituzioni europee e internazionali, ma soprattutto al ruolo di Italia in quest’ultime.

“La credibilità interna deve andare di pari passo con quella internazionale. L’Italia è paese fondatore di Ue, protagonista del G7 e della Nato“. “Protezionismo e isolazionismo non coincidono con il nostro interesse nazionale”, ha affermato il premier Mario Draghi al Meeting al Meeting di Rimini.

 

Draghi, Italia completamente indipendente dal gas russo dall’autunno 2024

L’ex numero uno della Bce si è soffermato sul tema del caro energia. Il presidente del Consiglio ha espresso un certo ottimismo riguardo la situazione gas in Italia, sottolineando la minore dipendenza del paese dalle importazioni russe e il riempimento dei stoccaggi che hanno toccato l’80%.

Le importazioni di gas russo sono “sempre meno significative e una loro eventuale interruzione avrebbe un impatto minore, gli stoccaggi sono oramai all’80% in linea con il raggiungimento del 90% entro ottobre”. Con i nuovi “rigassificatori l’Italia sarà in grado di essere completamente indipendente dal gas russo dall’autunno 2024. E’ un obiettivo fondamentale per la sicurezza nazionale”.

I costi del gas, ha sottolineato il premier, “hanno raggiunto livelli insostenibili” con “picchi” più “di 10 volte” rispetto ai “valore storici.

“Abbiamo spinto molto a livello Ue per un tetto massimo al prezzo del gas. Alcuni paesi continuano ad opporsi perché temono blocchi forniture. Ma i “limiti di questa posizioni” sono evidenti: l’Ue si trova con forniture incerte e costi aumentati. Prossimo consiglio europeo sarà presentata una proposta dalla commissione”, ha ricordato ancora Draghi.

“A differenza di altri Paesi europei, – ha rilevato – le forniture di gas russo in Italia sono sempre meno significative, e una loro eventuale interruzione avrebbe un impatto minore di quanto avrebbe avuto in passato. Il livello di riempimento degli stoccaggi ha ormai toccato l’80%, in linea con l’obiettivo di raggiungere il 90% entro ottobre. Il governo ha predisposto i necessari piani di risparmio del gas, con intensità crescente a seconda della quantità di gas che potrebbe venire eventualmente mancare. 

 

 

Crescita economica e occupazione a livelli pre-pandemia

Il premier uscente ha sottolineato i risultati raggiunti dal punto di vista della crescita economica e dell’occupazione nel corso dell’attuale esecutivo. Nonostante le difficoltà legate prima alla pandemia e ora alla guerra in Ucraina, il Belpaese cresce di più rispetto alla Germania e la Francia e la zona euro nel suo complesso.

“Il prodotto interno lordo è aumentato del 6,6% lo scorso anno e la crescita acquisita per quest’anno è già del 3,4%. Siamo tornati ai livelli di PIL che registravamo prima della pandemia in anticipo rispetto alle stime della Commissione Europea. Secondo il Fondo Monetario Internazionale cresceremo più di Francia, Germania e della zona euro nel suo complesso. Anche il tasso di occupazione è cresciuto e ha toccato i livelli più alti dal 1977, che è l’inizio delle serie storiche.  A giugno di quest’anno c’erano 900mila occupati in più rispetto a febbraio del 2021 di cui quasi il 40% con contratti a tempo indeterminato. Il mercato del lavoro italiano continua però a essere caratterizzato da stipendi bassi e precarietà diffusa, soprattutto tra i giovani.”

Inoltre il premier ha sottolineato, “Mai negli ultimi venti anni in Italia l’uscita da una recessione era stata accompagnata da una riduzione significativa nel rapporto debito/PIL.
E se è vero che l’inflazione contribuisce alla riduzione del rapporto debito/PIL, non è sufficiente a spiegarla, poiché anche i confronti tra l’Italia e gli altri Paesi europei ci sono favorevoli.
Si prevede che il rapporto tra debito e PIL in Francia e Germania alla fine di quest’anno sarà prossimo al livello del 2020, a fronte invece del forte calo in Italia.”

 

Pnrr, prova essenziale della credibilità dell’Italia.

Il premier ha toccato anche la questione del Piano nazionale di ripresa e  resilienza (PNRR). L’erogazione dei fondi del Pnrr “dipende dalla valutazione che la Commissione europea fa del piano e quindi dalla nostra capacità di attuazione delle politiche che abbiamo ideato nei tempi stabiliti. Come abbiamo fatto finora. Abbiamo conseguito tutti gli obiettivi previsti dalle prime due scadenze e siamo al lavoro per raggiungere il più alto numero possibile prima del cambio di governo”.  “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è una prova essenziale della nostra credibilità. I nostri partner europei si sono impegnati a tassare in futuro i propri cittadini per permettere oggi all’Italia di riprendersi più velocemente dalla crisi pandemica, di modernizzare la sua struttura produttiva,” ha affermato inoltre Draghi.