Notizie Notizie Italia Con ipotesi elezioni anticipate cresce il rischio Italia ma crolla prezzo CDS

Con ipotesi elezioni anticipate cresce il rischio Italia ma crolla prezzo CDS

Sell off sui titoli bancari a Piazza Affari, in attesa di novità sul dossier delle banche venete e non solo: sale il rischio di elezioni anticipate. In totale controtendenza rispetto a questo fenomeno, il prezzo dei Credit Default Swap sul debito italiano a 5 anni sono crollati del 14% questa mattina

 

Con Pechino, Londra e New York chiuse per festività gli investitori rimandando le scorrerie in Borsa, eccezion fatta per Piazza Affari dove l’attenzione è catalizzata dal doppio tema su elezioni anticipate e banche venete.

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari questa mattina perde la soglia dei 21.000 punti conquistata ad inizio maggio. A favorire il sentiment ribassista sono le aumentate probabilità di elezioni anticipate in Italia, riportate da diversi articoli della stampa nazionale, con le principali forze politiche che sarebbero d’accordo su un sistema elettorale proporzionale in stile tedesco.

In apertura di seduta il prezzo dei Credit Default Swap (CDS) in dollari scritti sulle scadenze quinquennali del Governo italiano è crollato del 14,2% scivolando sotto quota 150 per la prima volta dal 2 febbraio scorso. Il titolo ora tratta ad un passo daiminimi fatti registrare nelle burrascose sedute di dicembre (per il mercato obbligazionario italiano) che avevano seguito il voto per il referendum costituzionale voluto dall’allora premier Matteo Renzi.

Sul fronte delle due banche venete, intanto, il rischio bail-in è sempre dietro l’angolo, con Roma che continua ad intavolare trattative con Bruxelles e indiscrezioni varie confermano la strategia del Mef.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco vi è stato un intervento del banchiere centrale francese e consigliere Bce François Villeroy de Galhau. “I problemi del settore bancario italiano e portoghese vanno affrontati tempestivamente e in via definitiva, poiché non è normale che difficoltà a livello locale danneggino l’immagine del sistema bancario a livello di intera zona euro”, avrebbe detto il banchiere secondo quanto riportato dalle principali agenzie a livello internazionale.

In questo quadro a Piazza Affari va di scena il sell off sui titoli bancari. Banco Bpm ( -3,80% a 2,92 euro), UBI Banca (-2,66% a 3,57 euro), Intesa Sanpaolo (-2,13% a 2,56 euro) e UniCredit (-2,59% a 16,16 euro) figurano fra le prime cinque posizioni nella classifica dei maggior ribassi del principale listino azionario italiano.