Notizie Notizie Italia A2A in rosso a Piazza Affari dopo l’update del piano

A2A in rosso a Piazza Affari dopo l’update del piano

Mattinata sottotono per le azioni A2A (-2,7% a 1,26 euro), maglia nera del Ftse Mib dopo l’aggiornamento del Piano Strategico 2021-2030. A frenare il titolo in borsa contribuisce anche l’aumento della tassa sugli extraprofitti decretato dal Governo per il 2022, che appesantisce il settore delle utilities.

Il piano rivisto rinnova l’impegno di A2A verso la decarbonizzazione, in anticipo rispetto agli obiettivi comunitari, e conferma Economia circolare e Transizione energetica come pilastri della strategia.

“In questi due anni il Gruppo ha dimostrato la capacità di attuare il Piano presentato a gennaio 2021. Siamo stati in grado di raggiungere in anticipo gli obiettivi prefissati, realizzando infrastrutture e impianti industriali, attraverso la crescita interna e cogliendo opportunità di acquisizioni” – commenta Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A – “Il 2022 è stato caratterizzato da un quadro geopolitico ed economico complesso e da uno scenario energetico volatile: alla luce di questo contesto, abbiamo deciso di adeguare il nostro Piano per continuare a garantire la solidità del Gruppo e affrontare le nuove sfide che ci attendono. Gli investimenti sono stati aggiornati, privilegiando la crescita organica nel mercato domestico e confermando Economia Circolare e Transizione Energetica come pilastri della strategia di A2A”.

A2A conferma target investimenti

La società conferma il target di 16 miliardi di euro di investimenti nell’arco di piano, con minori capex nel periodo 2021-2026: 9,3 miliardi contro 11 mld del piano pubblicato a gennaio 2021, di cui 3,5 miliardi già realizzati nel biennio 2021-22.

Dei 16 miliardi complessivi, circa 5 miliardi sono relativi all’economia circolare, con focus ai WtE (36%), al business del teleriscaldamento (19%) e alle bioenergie e FORSU (12%). I restanti 11 miliardi sono destinati alla transizione energetica, focalizzati specialmente nella realizzazione di impianti rinnovabili (35%), reti di distribuzione (30%) e interventi a garanzia della maggiore flessibilità elettrica (12%)

Le stime su ebitda e utile netto

Per quanto riguarda l’Ebitda, viene confermato l’obiettivo di 2,1 miliardi nel 2026, grazie alla crescita nella business unit Energy da 0,6 miliardi del 2022 a 1,1 miliardi nel 2026 (rispetto al precedente target di 0,9 miliardi). Questo, principalmente grazie al contributo della nuova capacità rinnovabile (+2,5GW rispetto al 2022 grazie alla crescita organica), agli sviluppi negli impianti finalizzati ad incrementare la flessibilità del sistema elettrico e alla base clienti (5 milioni di clienti gas e power al 2030) anche a seguito del termine del mercato tutelato.

Nell`area Ambiente, l`Ebitda crescerà a 0,5 miliardi nel 2026, in linea con le precedenti stime, mentre nella unit Smart Infrastructures è atteso stabile a 0,5 miliardi (a fronte di 0,65 del piano originario).

Il target di utile netto per il 2026 è stato alzato da 0,5 a 0,6 miliardi, con un Cagr del 10%.

Nel 2030, l’Ebitda è atteso a circa 2,6 miliardi, in crescita del 7% medio annuo in arco piano, e l’utile netto a 0,7 miliardi (circa 2,9 miliardi e 780 milioni i precedenti target).

Struttura del capitale

L’aggiornamento del Piano 2021-2030 conferma l’attenzione del Gruppo verso un’equilibrata struttura del capitale finalizzata a mantenere il profilo di credito di A2A ad un solido investment grade. Il rapporto FFO/Net Debt è in crescita dal 20% previsto nel 2022 fino a raggiungere un livello superiore al 23% a partire dal 2025. Nell’aggiornamento, il costo medio del debito è atteso in area 3% al 2026 (precedente 1,7%) mentre la durata media del debito di lungo termine è sempre superiore a 5 anni.

Analisti

Non c’è stato un update sulla dividend policy. Il piano precedente prevedeva un dividendo per azione minimo di 8,5 cents nel 2022 e 8,7 cents nel 2023 con un Cagr minimo del 3% annuo. Gli esperti di Equita, che seguono il titolo con giudizio Buy e target price 1,83 euro, sottolineano come manchi anche un update dei target al 2023, che il precedente piano indicava in un Ebitda a 1,6 miliardi ed utile netto superiore a 400 milioni.

“Riteniamo positivo l’approccio conservativo in questa fase con la riduzione del piano di investimenti nel periodo 2021-26. Il miglioramento dei targets al 2026 riteniamo sia legata ad un effetto scenario nell’area Energy mentre andrà verificato il minore contributo dei networks. Sarà importante verificare la conferma della dividend policy”, aggiunge la sim milanese.

Anche Citigroup pone l’accento sulla mancanza di indicazioni per il 2023 e sui modesti aggiornamenti per quanto riguarda il 2026 e il 2030, mentre Mediobanca sottolinea l’assenza di informazioni su indebitamento e politica sui dividendi.