Notizie Notizie Mondo Banche centrali in campo per contrastare la super inflazione: Bce pronta a svelare domani il suo cammino futuro sui tassi

Banche centrali in campo per contrastare la super inflazione: Bce pronta a svelare domani il suo cammino futuro sui tassi

Le banche centrali su scala globale sono da qualche tempo scese in campo per contrastare l’impennata dell’inflazione attraverso la riduzione della liquidità e il rialzo dei tassi. Gli ultimi istituti in ordine di tempo che sono andati in questa direzione sono stati ieri la Reserve Bank of Australia (Rba) e oggi la banca centrale dell’india. Quest’ultima, per voce del suo governatore Shaktikanta Das, un rialzo dei tassi repo di 50 punti base al 4,9%, con effetto immediato. Gli economisti intervistati da Reuters avevano previsto una stretta monetaria compresa tra 25 e 75 punti base. “Va notato in questo contesto che il tasso repo rimarrà ancora sotto il livello precedente la pandemia”, ha detto il banchiere centrale.

“Un aumento del ritmo di inasprimento da parte della Reserve Bank India indica che la minaccia dell’inflazione viene presa sul serio”, commentano da ING precisando che lo scenario futuro “è soggetto a una notevole incertezza” alla luce dell’evoluzione del percorso del conflitto Russia-Ucraina e del suo continuo impatto sui prezzi globali delle materie prime, i lockdown della Cina, nonché l’impatto dei tassi di interesse internazionali sull’economia globale (con le conseguenti crescenti preoccupazioni per la recessione)”.

 

 

Bce falco per contrastare l’inflazione?

Anche l’Europa è in attesa di capire come si muoverà la Banca centrale europea (Bce) in tema di politica monetaria. Domani è prevista la riunione del consiglio direttivo della Bce, dal quale non sono attese novità in termini di tassi ma dovrebbe essere illustrato il cammino che verrà percorso da luglio in poi (mese in cui il mercato si attende la prima stretta dopo oltre 10 anni). Gero Jung, capo economista di Mirabaud AM, sottolinea che domani la Bce adotterà una posizione più hawkish (con toni da falco), dal momento che l’inflazione ha subito un’ulteriore accelerazione raggiungendo un livello record dell’8%.

Ricordiamo che al momento i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali sono pari allo 0%, quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale allo 0,25% e sui depositi presso la banca centrale al -0,5%. I mercati, ricorda Luigi De Bellis,  co-responsabile del research team di Equita, scontano un rialzo di 25 punti base dei tassi a luglio (anche se alcuni governatori affermano che un rialzo di 50 dovrebbe essere considerato una possibilità concreta) e oltre 25 a settembre (per un incremento complessivo di 100 punti base entro fine anno), e che quindi il tasso d`interesse sui depositi raggiungerà lo zero nel terzo trimestre 2022, coerentemente con le recenti dichiarazioni di Lagarde che ha indicato la prospettiva di uscire dai tassi di interesse negativi entro la fine del terzo trimestre”.  Una lettura più accomodante sarebbe quella di indicare che i tassi raggiungeranno lo zero entro fine 2022, in quanto escluderebbe un rialzo di 50 punti a luglio.

Intanto, aspettando l’appuntamento domani, in linea con il mercato Equita si attende la Bce confermi il termine degli acquisti netti di attività a fine giugno, e l’impegno a continuare a reinvestire i proventi delle obbligazioni in scadenza nel mercato (pari a circa 200 miliardi di euro) e di fornire ampia liquidità, sostenendo gli spread dei paesi periferici. “L’introduzione di un nuovo schema Bce che possa mitigare l’impatto sullo spread del termine dell`APP e del rialzo dei tassi sarebbe una notizia positiva per il settore bancario, anche se non ci aspettiamo un annuncio già nella giornata di domani”, rimarcano da Equita.

Da Candriam rimarcano che “pur avendo continuamente rivisto al rialzo le sue stime sull’inflazione, la Bce è in ritardo”. Di fronte a una crescita annua dei prezzi superiore all’8%, proseguono gli esperti, sta preparando i mercati a un primo rialzo dei tassi di riferimento a luglio, che dovrebbe essere seguito da almeno altri due rialzi entro la fine dell’anno. Il tasso di deposito potrebbe quindi passare da -0,50% a +0,25%, uscendo dal territorio negativo. Domani la Bce procederà con un aggiornamento delle previsioni su inflazione e Pil.

Guardando più in generale alle banche centrali, secondo Equita difficilmente gli istituti vorranno interrompere drasticamente la crescita economica ristabilita dopo l’uscita della pandemia, e che si stia avvicinando il momento di una svolta maggiormente dovish (anche se lo scenario è ancora molto incerto), così come le pressioni inflazionistiche dovrebbero iniziare a rientrare con il progressivo allentamento delle misure restrittive in Cina legate a Covid-19.