| Descrizione |
| L’iShares DJ STOXX Large 200 replica l’andamento dell’indice DJ STOXX Large 200, che include i 200 titoli europei a maggiore capitalizzazione, compresi quindi quelli di Paesi non appartenenti all’area della moneta unica. E’ rilevante, ad esempio, la presenza di titoli di società britanniche e svizzere. Lo strumento appare indicato per chi desidera prendere un’esposizione sul mercato azionario europeo, privilegiando le compagnie di maggiori dimensioni e dunque maggiormente internazionalizzate. |
| Sintesi |
| L’Etf iShares DJ STOXX Large 200 consente all’investitore di partecipare al rialzo dei titoli azionari del Vecchio continente a maggiore capitalizzazione, quotati nelle principali borse europee. La diversificazione geografica, pur comprendo un elevato numero di Paesi, vede una prevalenza del Regno Unito con il 32% circa, seguito da Francia e Germania che, insieme, controbilanciano il peso della prima. E’ indicato per investimenti di medio/lungo periodo, e risulterà premiante se l’investimento viene effettuato in periodi di forte e stabile espansione economica a livello globale, trattandosi di aziende fortemente internazionalizzate. |
| Indice sottostante |
| Il DJ STOXX Large 200 seleziona le società in base alla capitalizzazione di mercato scegliendo quelle maggiori del continente europeo. Il peso massimo di ogni singola società nel portafoglio è fissato al 20% dell’investimento complessivo. A livello di allocazione geografica è necessario evidenziare il peso rilevante degli investimenti in titoli del Regno Unito, il che espone all’andamento del cambio euro sterlina. Notevole anche la presenza di azioni svizzere, al 10% del peso complessivo. |
| Strategia |
| L'investimento nel DJ STOXX Large 200 è finalizzato a sfruttare le potenzialità e l’andamento delle società quotate nel Vecchio continente. L’Etf ha una buona diversificazione geografica anche se il peso dei titoli dell’area sterlina raggiunge il 30%. Discreta la diversificazione settoriale. Prevale con il 27% il bancario seguito da beni di consumo e industriali. L’ETF appare quindi fortemente dipendente dal ciclo economico e adatto alle fasi espansive. Lo scenario più favorevole per l’investimento in questo Etf rimane quello di una forte crescita economica a livello europeo, preferibilmente caratterizzata da un basso tasso di inflazione e con tassi di interesse decrescenti |
| Fattori di rischio |
| A livello settoriale la prevalenza di titoli del comparto bancario, industriale e dei beni di conusmo rende l’ETF esposto all’andamento del ciclo economico. La dinamica dei tassi di interesse ha complessivamente una rilevanza contenuta, anche se l’investimento rimane senza dubbio favorito da politiche monetarie espansive. Per quanto riguarda il rischio cambio bisogna tenere conto della definizione dell’ETF in euro ma della forte presenza, superiore al 30%, di società dell’area della sterlina. Quindi il fondo è esposto alle variazione del cambio euro/sterlina, e in parte euro/franco svizzero |