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Discussione: UNICREDITO e INTESASP

  1. #1

    UNICREDITO e INTESASP

    Amici del Forum, dovendo fare un investimento azionario in una di queste due banche ed essendo indeciso nella scelta desidererei la vostra opinione. E' chiaro che la responsabilità della scelta finale sarà mia e solo mia.

    Grazie a tutti Voi dei consigli che mi darete!

  2. #2
    Io sono più esposto con Unicredito ma ho anche Intesa, guarda i grafici e vedrai che bene o male si equiparano, Intesa è messa meglio, ma Uni ha più potenzialità, fra poco ci sarà fusione fra Uni e Societè, presumo che poi Intesa si guarderà in giro

  3. #3
    Buonasera, mi riaffaccio al forum di Borse.it dopo una lunga assenza.

    Approfitto di questa discussione per segnalare che, nonostante la situazione non proprio gratificante di questi due titoli, a detta degli analisti che intervengono nella TV finanziaria Class CNBC, sembrerebbero essere giunti ad un livello di quotazione appetibile per qualsiasi investitore.

    In particolare, oggi il CEO di ISP ha mandato una serie di messaggi da Davos che evidenziano lo stato di salute della banca e la conferma che non saranno rivisti gli obiettivi del piano al 2021. Ha anche affermato di essere molto soddisfatto della "chiusura del bilancio 2018", i cui contenuti evidentemente già conosce, che dovrebbe essere esaminato il prossimo 5 febbraio, dove verranno rese note - tra l'altro - le proposte sulla modalità di destinazione degli utili.
    Ricordo che su questo titolo a suo tempo ha indicato una possibile cedola attorno ai 20 cent., decisamente interessante da ogni punto di vista.

    Mantengo ancora la connessione per eventuali delucidazioni.

  4. #4
    Dimenticavo....

    un caro saluto a Kaira e a tutti gli utenti con cui ho dialogato un po' di anni fa. Spero che sia rimasto ancora qualcuno....

  5. #5

    Unicredit

    Intanto sono state diffusele previsioni per il bilancio 2018 di Unicredit. Questo è il report di MF:

    [CENTER]23/01/2019 09:55

    Unicredit, per il consenso cedola in calo a 0,28 euro

    In vista dei conti 2018, la banca ha pubblicato il consenso sulle principali voci di bilancio dei 20 analisti che coprono il titolo. Profitti visti in calo a 2,855 mld di euro rispetto ai 5,473 mld e ai 3,708 mld rettificati del 2017 per via di maggiori accantonamenti. Ricavi in leggero aumento e costi giù. Per il 72% dei broker il giudizio è buy


    di Paola Valentini

    In vista dei conti del quarto trimestre 2018 e dell'intero esercizio in agenda per il prossimo 7 febbraio, Unicredit ha pubblicato il consenso degli analisti sulle principali voci di bilancio. Si tratta di una media dei 20 broker che coprono il titolo della banca guidata dall'ad Jean Pierre Mustier. Il 2018 è il secondo anno del piano strategico firmato dal manager francese.

    Il target price medio è di 15,84 euro, con il 72% degli analisti che dà un buy e il 28% un hold (nessun sell). Il dividendo per azione atteso è di 0,28 euro, in calo dagli 0,32 euro pagati a valere sul bilancio 2017 (con una forchetta di previsioni che va da un massimo 0,35 a un minimo di 0,23 euro), con un utile per azione di 1,28 euro. Nel 2017 la banca era tornata a pagare la cedola cash dopo anni in cui la prima opzione di remunerazione era stata la cosiddetta forma scrip, ossia il pagamento in azioni come prima scelta (mentre non è stato pagato alcun dividendo, nemmeno scrip, a valere sugli esercizio 2011 e 2016).

    La cedola scende perché l'istituto prevede un obiettivo di pay-out del 20% per il 2018, lo stesso di quello 2017 (salirà al 30% per l’esercizio 2019). E l'utile 2018 è atteso in calo. Il consenso prevede infatti in media un utile netto 2018 in diminuzione a 2,855 miliardi, mentre la mediana è di 2,873 miliardi. Nel 2017 la banca aveva avuto un utile netto di gruppo pari a 5,473 miliardi e rettificato pari a 3,708 miliardi. Per il quarto trimestre le indicazioni sono rispettivamente di 693 e 719 milioni (nello stesso trimestre 2017 era stato di 801 milioni e di 708 rettificato).

    Le rettifiche su crediti sono indicate in media in leggera crescita a 2,687 miliardi (2,693 miliardi la mediana) e nel quarto trimestre a 991 milioni (997 milioni la mediana) a fronte dei 2,605 miliardi del 2017 e dei 772 milioni dell'ultimo trimestre. In aumento anche le previsioni relative alla voce altri accantonamenti indicata in media nel 2018 a 2,154 miliardi (2,165 miliardi la mediana) di cui 231 milioni nel quarto trimestre da, rispettivamente, 1,064 miliardi del 2017 (193 milioni nel quarto trimestre).

    Il risultato operativo netto medio 2018 è stimato in aumento a 6,227 miliardi (6,347 miliardi la mediana), rispetto ai 5,664 miliardi del 2017, e quello del quarto trimestre a 1,132 miliardi (1,151 miliardi la mediana) dagli 1,277 miliardi dello stesso periodo 2017. Gli analisti stimano, inoltre, costi operativi 2018 in calo a 10,717 miliardi (stesso valore per la mediana) e del quarto trimestre per 2,732 miliardi (2,738 miliardi la mediana). Nel 2017 i costi operativi erano stati di 11,350 miliardi e nel quarto trimestre 2017 di 2,794 miliardi.

    Infine i ricavi sono indicati in leggero aumento a quota 19,735 miliardi come media 2018 (19,737 miliardi la mediana) e a 4,863 miliardi come media del solo quarto trimestre (4,865 miliardi la mediana). Nel 2017 i ricavi erano stati di 19,619 miliardi e nel quarto trimestre di 4,842 miliardi. Al momento il titolo Unicredit segna un ribasso dello 0,44% a 10,36 euro.

  6. #6

    Intesa Sanpaolo

    Questo dovrebbe confermare l'ammontare della cedola in attesa dei dati 2018

    INTESA SP – MESSINA CONFERMA IL PAY-OUT RATIO ALL’85% PER IL 2018

    Carlo Messina, Ad di Intesa Sanpaolo, ha confermato il pay-out ratio dell’85% a valere sul risultato netto del 2018. Il manager lo ha ribadito in un’intervista, nel corso della quale ha fatto anche presente che il processo di riduzione degli Npl sta proseguendo meglio delle previsioni. Messina, inoltre, ha fatto anche presente che “vista la nostra quota di mercato non c’è nessuna possibilità di acquisizione in Italia”. Il Ceo, infine, nell’intervista si è soffermato anche sulla questione Carige, affermando che “Intesa Sanpaolo non sta subendo alcuna pressione per rilevare Banca Carige”. Intorno alle 11:40 a Piazza Affari il titolo guadagna lo 0,2% a 2,03 euro, un andamento perfettamente in linea con l’indice di settore.

    (MARKET INSIGHT) 23-01-2019 11:55

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