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Obbligazionario: Eurozona porto sicuro tra i mercati sviluppati. Incertezza politica pesa su Usa e UK  

29 giu, 12:44

di Daniela La Cava


La prima parte del 2017 sta per volgere al termine. Nel primo semestre dell'anno le vicende politiche, in primis le elezioni in Francia, con la vittoria di Emmanuel Macron, e quelle nel Regno Unito, che hanno visto la premier May vincere senza tuttavia ottenere la maggioranza assoluta, hanno tenuto banco. Il tutto mentre l'economia mondiale continua a mostrare segnali positivi. Chris Iggo, chief investment officer obbligazionario di Axa Investment Managers, ha preparato l'outlook per i prossimi mesi. Di seguito un focus sulla zona euro e sull'Italia, ma anche sul petrolio

La view sui periferici in Europa si fonda sul miglioramento delle prospettive macroeconomiche nell’eurozona, sui continui acquisti di obbligazioni da parte della Bce e sullo scenario politico più positivo dalle elezioni francesi. "Siamo preoccupati per l’Italia e preferiamo i titoli spagnoli, ma durante l’estate prevediamo tranquillità persino nel Belpaese", ha sottolineato Iggo. L’eurozona oggi è vista, come suggerito da alcuni esperti, come un porto sicuro tra i mercati sviluppati, considerata l’incertezza politica negli Stati Uniti e il caos nel Regno Unito. Dunque al momento un rendimento tra il 2% e il 3% nel segmento a più lungo termine del mercato obbligazionario italiano sembra una buona opportunità.

Capitolo petrolio

Il petrolio "è sceso ancora molto e, a nostro giudizio, questo andamento riflette l’incapacità dei produttori di petrolio di controllare l’offerta globale, poiché la domanda è rimasta piuttosto stabile", ha affermato l'esperto di Axa Investment Managers, ricordando che "il calo del prezzo del petrolio riduce le prospettive inflazionistiche nel breve termine, ma può essere un problema per le imprese e i Paesi produttori".  "Negli ultimi giorni ho notato una certa debolezza nelle valute dei Paesi emergenti produttori di materie prime e nel mercato high yield USA - ha continuato Iggo -. Il ribasso del petrolio all’inizio del 2016 fu una buona opportunità per acquistare i titoli di credito che erano scesi molto nel corso del 2015". Secondo l'esperto "la situazione oggi è diversa, poiché i mercati hanno appena iniziato a reagire alla flessione del prezzo del petrolio. Se scenderà sotto i 40 dollari al barile, potrebbe provocare una correzione a breve termine sui mercati".


Fonte: Finanza.com


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