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09/01/2019 10:34:25 Archivio analisi

Apple: il taglio dell’outlook affossa il titolo a Wall Street, capitalizzazione $1 trilione ricordo lontano

IL FATTO

Il primo trimestre fiscale del 2019, conclusosi il 29 dicembre 2018, sarà meno redditizio del previsto per Apple. Ad annunciarlo è stato lo stesso Ceo Tim Cook attraverso una lettera rivolta agli investitori. Un messaggio chiaro che ha provocato non solo un impatto pesante sulla capitalizzazione di Apple, che giovedì scorso ha perso il 10%, ma soprattutto per il messaggio implicito legato ad un possibile rallentamento dell'economia globale.

Tim Cook ha anticipato i conti del primo trimestre, che saranno pubblicati il 29 gennaio 2019, e tagliato le stime sui ricavi a 84 miliardi di dollari, contro gli 89-93 miliardi preventivati solo 60 giorni prima. Dunque, sino a 9 miliardi in meno.

A pesare sui risultati l’accentuarsi del rallentamento economico di alcuni mercati emergenti superiore alle attese del management, Cina in primis. In questa parte del mondo i dispositivi Apple hanno storicamente faticato a imporsi, ma ultimamente le difficoltà sembrano essersi acuite, complici anche la difficile situazione politico-economica con la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che certamente non sta giovando alle aziende.

L'EFFETTO

Il taglio dell’outlook sulle vendite del primo trimestre ha confermato il cambio di sentiment degli operatori su Apple avvenuto negli ultimi mesi. Il titolo infatti, dal massimo a 232 dollari di ottobre 2018, quando capitalizzava 1.100 miliardi di dollari, ha bruciato circa 430 miliardi, tornando sotto i 700 miliardi di capitalizzazione. Dal massimo di ottobre a 233 dollari, le quotazioni del colosso di Cupertino hanno perso oltre il 35%, tornando ai livelli del luglio 2017.

La seduta del 3 gennaio è stata la peggiore dal gennaio 2013 e critica dal punto di vista grafico. Quel giorno, il titolo ha infatti oltrepassato il ritracciamento di Fibonacci del 61,8% di tutto l’up trend avviato a maggio 2016 a 144,5 dollari, per poi recuperarlo successivamente.

Questo rappresenta sicuramente un supporto e livello di guardia importante. I forti volumi generati però nelle due sedute ribassiste del 21 dicembre 2018 e 3 gennaio 2019 non sembrano promettere nulla di buono.

In tale scenario l’eventuale break dei 142 dollari (minimo del 3 gennaio) confermerebbe il sentiment avverso al titolo con graduale prosecuzione verso i 127 dollari, dove si trova il gap up lasciato aperto al 1° febbraio 2017. Al rialzo invece la cautela rimane d’obbligo. Importante sarà il break della trend line ribassista e dei 161 dollari, con resistenze a 168 e 178 dollari.

SCENARIO LONG

Per ingressi long attendere il superamento di 161 dollari. Stop loss a 155 dollari, target a 168 e 178 dollari.

SCENARIO SHORT

Apertura di posizioni short su discese sotto 142 dollari, con stop loss posizionato a 150 dollari. Target a 127 e 122 dollari.

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