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Grecia: Eurogruppo, atteso nulla di fatto oggi. Cresce tensione con scadenze di luglio sempre più vicine

20 mar, 13:19

di Alessio Trappolini


Fibrillazione sul mercato del debito europeo questa mattina, mentre a Bruxelles è in corso la riunione dell'Eurogruppo con al centro il dossier Grecia. Il tema continua a rappresentare uno dei principali catalizzatori sul mercato delle obbligazioni governative, anche perché si fa sempre più vicino il fatidico mese di luglio, in cui 6 miliardi di bond emessi dal governo greco giungeranno a scadenza e dovranno essere rimborsati.

Secondo alcuni sondaggi lanciati da Bloomberg gli analisti ritengono poco probabile il raggiungimento di un accordo fra creditori e governo greco nella riunione odierna, così come fu lo scorso febbraio. Vi sarebbe inoltre il rischio che l’intesa non venga raggiunta neanche ad aprile.

“Un prolungato faccia a faccia fra le parti in gioco potrebbe avere potenziali impatti sulla tenuta del mercato secondario, soprattutto per i periferici”, scriveva Credit Suisse qualche settimana fa.

Dopo il monito lanciato il mese scorso dal Fondo Monetario Internazionale si continua a lavorare per ridurre il peso del debito che zavorra Atene, in modo che anche i creditori possano partecipare al piano di salvataggio che transita sui tavoli di Bruxelles.

La richiesta più controversa dei creditori è il mantenimento per 10 anni di un bilancio dello Stato con un avanzo primario del 3,5% del Pil, destinato a finanziare il pagamento degli interessi e il rimborso del debito estero. Un livello insopportabile per un paese in grave difficoltà.

In questo quadro torna a scaldarsi il clima sui titoli di Stato greci. Da circa fine gennaio la curva dei rendimenti greca si è invertita, con i titoli a due anni arrivati a prezza uno yield superiore a quello delle scadenze più lunghe; un chiaro segnale della sfiducia degli investitori sulla capacità del governo targato Tsipras di ripagare i creditori anche nel breve termine.

Questa mattina il rendimento del biennale greco è tornato sopra l’8,2%, livelli che non venivano toccati da fine febbraio mentre sulla scadenza decennale il rendimento è giunto sino al 7,3%, massimo da metà del mese scorso.

 


Fonte: Finanza.com


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