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Fed, parla l'unico che si è opposto a rialzo tassi: Sarebbe stato meglio attendere aumento salari

20 mar, 16:09

di Laura Naka Antonelli


Lui è Neel Kashkari, l'unico che ha votato contro il rialzo dei tassi di 25 punti base che la Fed ha annunciato lo scorso mercoledì, 15 marzo, portando il costo del denaro a un range compreso tra lo 0,75% e l'1%. La decisione è la prima di tre strette monetarie che, secondo le stesse stime dei banchieri della Fed, avverranno nel corso del 2017.  

In un'intervista rilasciata nel corso della trasmissione "Squawk Box" Kashkari, presidente della Federal Reserve di Minneapolis, ha spiegato il suo no alla mossa della scorsa settimana:

"Negli ultimi cinque-sei anni, la Federal Reserve ha continuato a dire che l'inflazione era dietro l'angolo. E quelle previsioni si sono confermate sempre errate". 

Secondo il funzionario, la verità è che l'inflazione "ha molto spazio" per crescere e avvicinarsi al target della Fed, e potrebbe anzi salire anche al di sopra di tale soglia, pari al 2%, senza creare timori su un eventuale surriscaldamento dell'economia.

Kashkari ricorda che, dalla riunione della Fed a gennaio, la componente core dell'inflazione ha riportato movimenti "laterali", rimanendo attorno all'1,7%. E sarebbe meglio, ha detto il banchiere, che anche i salari puntassero verso l'alto.

"Il tasso di disoccupazione continua ad aggirarsi attorno al 4,7%. Questo accade perchè la partecipazione alla forza lavoro continua a salire. Si tratta di un fattore positivo, che indica che gli americani stanno rientrando nella forza lavoro o decidono di continuare a farne parte".  Tuttavia, l'approccio ideale dovrebbe essere quello di wait-and-see (ovvero aspetta e osserva), per permettere al mercato del lavoro 'di continuare a guarire, permettendo ai salari di salire".

Kashkari ha avuto un ruolo cruciale nella storia della finanza americana, gestendo la divisione Troubled Asset Relief Program (più nota con il suo acronimo Tarp), nel 2008, nel pieno della crisi finanziaria: ancora prima, aveva ricoperto il ruolo di vice-direttore generale di Goldman Sachs.

Contestualmente alle dichiarazioni di Kashkari, sono arrivate anche quelle del presidente della Fed di Chicago, Charles Evans, che ha affermato che - così come si prevede - è probabile che la Fed alzerà i tassi di interesse tre volte nel 2017, aggiungendo tuttavia che è anche possibile che le manovre restrittive saliranno fino a quattro quest'anno, nel caso in cui l'inflazione dovesse superare il target del 2%, anche se di poco.

Secondo Evans l'economia Usa crescerà del 2,25% nel 2017, limitata in parte dal mancato aumento dei salari, almeno non allo stesso ritmo che un mercato del lavoro vicino alla piena occupazione avallerebbe. 


Fonte: Finanza.com


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