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Atene approva misure austerity, ma non è fuori pericolo. Moody's fa da assist ai bond portoghesi

19 mag, 13:33

di Laura Naka Antonelli


Mercati europei in ripresa dopo le rassicurazioni arrivate dal presidente Donald Trump, che continua a mostrarsi sicuro del fatto suo nonostante la carrellata di scandali che sta travolgendo la sua amministrazione. Trump parla di caccia alle streghe, e snobba i vari timori su un possibile rischio che venga aperto a suo carico un procedimento di impeachment.

Protagonista del miglioramento del sentiment, in Europa, sono anche le notizie relative alla Grecia e al Portogallo.

Ieri il Parlamento di Atene ha dato il via libera alle misure di austerity richieste dai creditori: una ennesima tegola per i greci, che hanno manifestato tutta la loro frustrazione contro gli ennesimi tagli alle pensioni e ennesimi rialzi delle tasse, scendendo in piazza con proteste e scontri con la polizia. Ma la notizia è stata accolta con favore dall'azionario in quanto, accontentando Ue, Fmi e Bce, la Grecia ha fatto il dovere richiesto per beneficiare di una nuova tranche di aiuti, necessaria per rimborsare i bond del valore di 7,5 miliardi di euro con scadenza a luglio.

Di questo si parlerà in occasione del meeting dell'Eurogruppo di lunedì prossimo, con il governo greco guidato da Alexis Tsipras che si aspetta dal meeting anche una decisione in merito alla questione del perdono del debito per un paese che, come confermato dai dati di inizio settimana, è tornato in recessione (Pil -0,1% nei primi tre mesi dell'anno, dopo -1,2% del trimestre ottobre-dicembre, dunque recessione tecnica).

Tuttavia circolano rumor secondo cui un accordo finale sul bailout da accordare alla Grecia potrebbe slittare al 15 giugno, in occasione di un altro meeting dell'Eurogruppo: alcuni funzionari europei lanciano così l'allarme affermando che, a quel punto, rimarrebbe davvero poco tempo per evitare il default sui bond da ripagare.

L'accordo dovrebbe infatti essere ratificato dai governi europei e tutto ciò dovrebbe avvenire prima della scadenza di luglio. Tutto dipende tra l'altro dall'intenzione dell'Fmi di firmare o no l'accordo di bail-out: l'istituzione di Washington ha ripetutamente chiesto che, senza un accordo di ristrutturazione sul debito greco, non parteciperà infatti al salvataggio.

Intanto sul mercato dei bond dell'Eurozona, si assiste al forte calo dei tassi sui bond portoghesi, dopo la nota positiva arrivata con un report di Moody's, che ha confermato il rating sul Portogallo a Baa1 con outlook stabile, motivando il giudizio con la ripresa dell'economia e il mercato del lavoro più solido e facendo notare tuttavia come il debito pubblico rimanga  molto elevato.  

In particolare, i tassi decennali scendono di 5 punti base fino al minimo in sette mesi, e si preparano a riportare il calo settimanale più forte dal novembre 2016, giù di 23 punti base, stando ai dati resi noti da Tradeweb.

Così Evan Wohlmann, vice direttore generale di Moody's e co-autore del report:

"Il profilo del credito del Portogallo è sostenuto dalla ripresa economica, dal suo ritorno ai mercati dei capitali, dalla diversificazione dell'economia e dai livelli del benessere, in media, relativamente elevati. I limiti sono rappresentati dai livelli molto alti del debito governativo. Sebbene crediamo che il rapporto debito-pubblico inizierà a scendere quest'anno, ogni riduzione del debito sarà solo graduale".

A tal proposito, Moody's prevede che il debito-Pil scenderà grazie al surplus primario che, in media, si attesterà nell'arco dei prossimi due anni al 2,3%; viene citata anche la crescita moderata del Pil nominale come fattore che giocherà a favore della riduzione del rapporto. Che tuttavia, ancora nel 2020, rimarrà attorno al 125%.

L'agenzia stima inoltre che, dopo un miglioramento all'1,8% del Pil nel 2017, il rapporto deficit-Pil soffrirà un deterioramento risalendo al 2% nel 2018, rispetto al deficit dell'1% che è atteso dal governo di Lisbona per il prossimo anno.

In ogni caso secondo l'agenzia il deficit rimarrà al di sotto della soglia del 3% fissata dal Trattato di Maastricht dell'Unione europea.

Riguardo al Pil, nella nota si legge:

"Crediamo che la ripresa economica continuerà, con una crescita del Pil che sarà dell'1,7% nel 2017, prima di moderare il passo all'1,4% nel 2018".


Fonte: Finanza.com


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