Valute e materie prime

Ancora record per il Bitcoin. E se stesse diventando un bene rifugio?

19 mag, 15:57

di Luca Fiore


A dicembre, nelle sue "Outrageous Predictions", Steen Jakobsen, capo economista di Saxo Bank, aveva stimato per il Bitcoin il superamento della soglia dei 2.000 mila dollari nell’anno corrente. In un momento in cui moneta creata dal collettivo conosciuto come Satoshi Nakamoto scambiava in quota 900 dollari, la stima appariva particolarmente “oltraggiosa”.

Cinque mesi dopo la view di Jakobsen potrebbe rivelarsi eccessivamente improntata alla cautela. Grazie a un mix di fattori il bitcoin continua ad inanellare record e al momento passa di mano, stando alla piattaforma Coinmarketcap, a 1.954,73 dollari, +6,47% sul dato precedente, per una capitalizzazione di mercato di 31,9 miliardi di dollari (+3,7 miliardi da inizio settimana, +390% da inizio anno).

Tre i fattori alla base dell’impetuoso interesse degli investitori: l’andamento dei fondamentali (in presenza di una domanda crescente, a partire dalla scorsa estate il ritmo di creazione delle nuove monete si è dimezzato), la possibile adozione del Segretated Witness (il sistema che permetterebbe di aumentare la velocità con cui avvengono le transazioni) e la decisione giapponese di legalizzare la criptovaluta come metodo di pagamento (da Giappone e Corea del Sud parte il 48,6% delle transazioni).

A questi se ne aggiunge una quarta, che solo di recente ha fatto capolino: il ruolo di asset rifugio. Anche se una valuta virtuale creata non si bene da chi e sprovvista di un ente centrale in linea teorica sembrerebbe quando di più lontano da un bene rifugio, gli analisti iniziano a parlare di un effetto “safe-heaven”.   

Per Brian Kelly, Chief Executve di BKCM, tra le ragioni dei recenti rialzi va annoverata “la necessità di proteggersi dal caos politico”. Gli fa eco Chris Burniske, esperto di blockchain di ARK Investment Management, che pone l’accento “su una discreta comunità di utilizzatori di bitcoin in Brasile” (dove il possibile impeachment del presidente Temer sta facendo crollare la valuta locale e le piazze finanziarie).

Kelly ritiene che il bitcoin possa diventare un’alternativa del bene rifugio per eccellenza, l’oro.

“Credo che rappresenti un’asset class alternativa molto interessenta, in special modo per proteggersi da fenomeni come la demonetizzazione o i fattori geopolitici”, ha detto qualche tempo fa David Moskowitz, CEO di Attores, nel corso di un’intervista alla CNBC. “Per chi detiene un portafoglio, non credo ci sia niente di male a possedere un piccola parte di criptovaluta per proteggersi dalle numerose minacce geopolitiche”.


Fonte: Finanza.com


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