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La notizia cercata
20/10/2007 04:26 - G7: ECONOMIA RESTA SOLIDA, CINA ACCELERI SU YUAN /ANSA

(ANSA) - WASHINGTON, 20 OTT - L'intonazione dell'economia
mondiale e' buona, nonostante le turbolenze sui mercati
finanziari causate dai mutui subprime, grazie alla ''solida''
crescita dei Paesi emergenti.
Il G7 finanziario, tenutosi al Dipartimento del Tesoro Usa,
al quale hanno preso parte il ministro dell'Economia Tommaso
Padoa-Schioppa e il Governatore della Banca d'Italia Mario
Draghi, mette in guardia dai rischi che hanno un potenziale
dirompente. Gli alti prezzi del petrolio volati oltre il record
di 90 dollari al barile, il problema dei mutui e la debolezza
del settore immobiliare Usa, e la questione dell'eccessiva
volatilita' delle valute che si esprime nell'invito alla Cina ad
accelerare sulla rivalutazione dello yuan.
RESTA INCERTEZZA SU CRISI MUTUI - Le turbolenze subprime
hanno ridotto il capitale disponibile per le banche a sostegno
dell'economia creando una situazione che, secondo Draghi,
potrebbe contrarre i finanziamenti.
''C'e' il timore - dice nel corso della conferenza stampa al
termine del G7 tenuta insieme al ministro Padoa-Schioppa - che
questo porti alla restrizione creditizia''. Nonostante l'azione
efficace delle banche centrali, ''c'e' il problema - rileva -
che la liquidita' iniettata non raggiunge ancora alcuni settori
del sistema finanziario''.
Il governatore ha illustrato, in qualita' di presidente del
Finacial Stability Forum, ''un'ottima presentazione delle cause
delle recenti turbolenze dei mercati finanziari'', come ha
osservato il segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson. ''L'enfasi
della discussione e' stata sull'importanza dell'essere vigili e
sulla analisi approfondita per non ripetere gli errori che hanno
portato alle recenti turbolenze'', ha aggiunto Paulson.
CINA AGISCA PIU' VELOCEMENTE SULLO YUAN - Il G7 ''apprezza la
decisione della Cina di aumentare la flessibilita' della sua
moneta, ma a causa del suo crescente surplus e dell'inflazione
sollecita la necessita' di pervenire a un accelerato
apprezzamento del suo effettivo tasso di cambio''. La Cina resta
quindi il bersaglio principale dell'azione dei Sette Grandi.
Quanto alle altre valute, resta l'invito contro
''l'eccessiva volatilita''' e quello sull'auspicio che ''le
valute rispecchino i fondamentali dell'economia''.
''Vogliamo un dollaro forte. Un dollaro forte e' nel nostro
interesse'', ribadisce Paulson che si dice ''incoraggiato'' dai
progressi fatti dalla Cina nel mostrare piu' flessibilita' per
la sua moneta. Ma Pechino dovrebbe muoversi piu' rapidamente su
questa strada - ha aggiunto - ''I dirigenti cinesi difendono
l'approccio cauto parlando dell'esigenza di non turbare la
stabilita'. Ma a mio giudizio un approccio lento presenta ancora
piu' pericoli alla stabilita'''.
PAESI EMERGENTI GUIDANO LA CRESCITA - Se lo scenario
dell'economia si mantiene positivo, il merito e' dei Paesi
emergenti, Cina in testa. ''Sono aumentati i rischi di frenata -
ammette in conferenza stampa il presidente dell'Eurogruppo,
Jean-Claude Juncker - ma le economie emergenti mantengono un
buon passo''. E la crescita - rileva Padoa-Schioppa -
continuera'. Ci sono rischi al ribasso, un rallentamento, non
una frenata''.
PETROLIO RECORD, SUPEREURO ATTENUA BOLLETTA ENERGIA - ''Sulle
quotazioni del greggio non abbiamo fatto previsioni e sviluppato
proiezioni'', dice il presidente della Bce Jean-Claude Trichet,
che non nasconde pero' la preoccupazione per la corsa dell'oro
nero. ''Credo che il problema dell'energia ci accompagnera' per
molti anni'', osserva sul punto il ministro dell'Economia
Tommaso Padoa-Schioppa. ''Il rincaro del petrolio - aggiunge -
e' una cosa pesante da assorbire, ci aiuta l'euro forte, perche'
ci riduce di molto la bolletta petrolifera''.
FONDI SOVRANI E RIFORMA FMI - I fondi sovrani, che stanno
acquistando sempre piu' peso nella stabilizzazione dei mercati
finanziari, necessitano di regole di condotta, improntate alla
stabilita' e alla trasparenza. ''Non si tratta di un problema
semplice - rileva Padoa-Schioppa, che oggi presiedera'
l'International Financial and Monetary Committee - perche'
riguarda la liberta' dei movimenti dei capitali e degli scambi,
ma anche le interferenze prevedibili tra obiettivi economici e
strategie politiche''.
I Sette Grandi, infine, riaffermano il loro ''impegno alla
realizzazione di un ambizioso pacchetto di riforme di fondo
dell'Fmi'', a partire da quella delle quote di rappresentanza
dei Paesi emergenti che devono riflettere meglio la realta'
dell'economia mondiale e in particolare il crescente ''ruolo
ricoperto dai membri piu' dinamici, molti dei quali sono mercati
emergenti''.(ANSA).
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A cura della Redazione di Borse.it
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